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Marò. Nuove accuse e nuovo rinvio

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Si aggrava la situazione dei nostri Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala e di fatto bloccati in India da oltre due anni e mezzo in attesa di un processo. Nuove accuse per loro sono anticipate dal quotidiano Hindustan Times che cita una fonte del ministero dell’Interno indiano secondo la quale il capitano della nave Enrica Lexie “inviò un rapporto in cui si sosteneva che i pescatori a bordo del peschereccio erano armati”. Da quanto si legge i Marò “presumibilmente cercarono di coprire il loro operato spingendo il capitano delle petroliera Enrica Lexie a inviare un rapporto alle organizzazioni internazionali di sicurezza marittima in cui si sosteneva che i pescatori erano armati e che questo fu alla base della decisione di sparare”. Il Ministro degli Esteri italiano Pinotti non nasconde la sua preoccupazione: “Sono molto preoccupata e agisco con tutta l’attenzione necessaria.” – dichiara Roberta Pinotti – “Se la situazione fosse stata facile, l’avremmo già risolta”. “Mi auguro che si possa aprire un dialogo con il nuovo governo indiano, altrimenti c’è la strada dell’internalizzazione con il coinvolgimento dell’Onu”, ha aggiunto. “Sono 2 militari italiani in missione all’estero, non possono essere giudicati in India sulla base dell’immunità funzionale”.
Nelle stesse ore la Corte suprema indiana ha esaminato l’istanza in cui il collegio dei difensori del fuciliere di marina Massimiliano Latorre, chiedeva il suo rimpatrio per 3 o 4 mesi per motivi di salute dopo l’attacco ischemico della scorsa settimana e ha chiesto al governo un parere aggiornando l’udienza al prossimo 12 settembre. In attesa del parere Latorre è stato intanto esentato dall’obbligo di firma presso il commissariato di polizia per due settimane proprio per le sue condizioni di salute.

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