L’Università di Macerata guida al traguardo il progetto di ricerca Heart

Ha permesso di specializzare giovani dottori di ricerca internazionali nel settore dell’Internet delle Cose applicato alla salute e di analizzare le sfide dei sistemi sanitari europei e cinesi. 

Ha permesso di specializzare giovani dottori di ricerca provenienti da Cina, Corea del Sud, India e Ucraina specializzati nel settore dell’Internet delle Cose applicato alla salute e di analizzare le sfide dei sistemi sanitari europei e cinesi. Sono, in sintesi, i principali risultati presentati durante la recente conferenza finale del progetto europeo di ricerca “Heart” coordinato dall’Università di Macerata grazie al finanziamento della Commissione europea per circa un milione e mezzo di euro, nell’ambito del programma Horizon 2020, Marie Skłodowska-Curie Actions, Innovative Training Network, European Industrial Doctorate. 

L’occasione ha consentito anche di discutere i possibili sviluppi della attività svolte nell’ultimo quadriennio dall’Ateneo maceratese con l’azienda multinazionale Philips – divisione Salute, l’Università Cattolica di Lovanio in Belgio e numerosi altri prestigiosi partner europei e cinesi, tra cui la Fudan University e la University of Chinese Academy of Social Science. 

Heart è stato uno dei primi dottorati industriali internazionali finanziati dalla Commissione europea, che ha integrato con un approccio altamente interdisciplinare competenze giuridiche, economiche e ingegneristiche, nel settore dell’Internet delle cose applicato alla salute. Si tratta di tutti quegli oggetti della vita quotidiana e di sensori indossabili, che, attraverso il collegamento a internet, permettono di controllare da lontano attività e parametri vitali dei pazienti. La rilevanza di questi temi e dell’approccio interdisciplinare è stata confermata dall’insorgere dell’emergenza pandemica, che ha limitato per molti mesi il normale accesso ai servizi sanitari delle persone. Il Covid 19 ha reso ancor più evidente il bisogno di tecnologie che permettano di assicurare servizi di monitoraggio da remoto di parametri vitali della popolazione e che raccolgano ed elaborino dati utili ai fini della tutela della salute pubblica. 

Altra peculiarità è stata la dimensione internazionale extra europea del progetto, per aver formato sei giovani dottori di ricerca provenienti da Cina, Corea del Sud, India e Ucraina e per aver analizzato le sfide dei sistemi sanitari europei e cinesi. 

Heart è un ulteriore caso di successo della collaborazione dell’ateneo maceratese con il mondo industriale e con Atenei di grande prestigio e dimostra il contributo delle discipline socio-umanistiche nei processi di innovazione e sviluppo, in perfetta sintonia con il motto di Unimc “l’umanesimo che innova”. 

Come ha ribadito Francesca Spigarelli, coordinatrice scientifica del progetto, “la chiusura di un progetto è sempre un momento di tristezza, ma nel caso di Heart è forte la consapevolezza dell’importanza del lavoro svolto insieme ai partner e la certezza che questo si tradurrà in nuove opportunità di collaborazione”. 

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