Home Italia Veronica Panarello. Riesame: “Lucida assassina”

Veronica Panarello. Riesame: “Lucida assassina”

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Veronica Panarello e il figlio Loris Stival
Veronica Panarello e il figlio Loris Stival

Veronica Panarello e il figlio Loris Stival
Veronica Panarello e il figlio Loris Stival

Veronica Panarello, la principale indiziata con l’accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere del piccolo figlio Loris Stival, appena 8 anni, ritrovato cadavere in un canalone a Santa Croce Camerina lo scorso 29 ottobre, resta in carcere per effetto della decisione negativa del Tribunale del Riesame del quale si conoscono oggi le motivazioni.

Secondo quanto si legge dalla decisione del Giudice del Riesame, Veronica deve restare in carcere in quanto “Lucidissima assassina con una elevatissima capacità criminale”.
Contro di lei pesano soprattutto le immagini delle telecamere di sicurezza lungo il percorso da lei compiuto con la sua Golf nera “L´evidenza delle immagini nitide, che più volte sono state visionate dal collegio, conclama il mendacio della Panarello” scrivono i giudici nelle motivazioni e aggiungono “La ricostruzione accusatoria è ulteriormente confermata dal fatto oggettivo che Loris a scuola, la mattina del 29, non arriva mai. A ciò si aggiunge il dato narrativo, inedito nelle primissime dichiarazioni di giorno 29, relativo all’illogico rientro a casa della donna per sbrigare faccende domestiche nonostante il ravvicinato appuntamento al castello di Donnafugata delle 9.30 per il corso di cucina”.

[easy_ad_inject_1] Per i giudici del riesame “L´indagata descrive percorsi illogici e mente spudoratamente per accreditare una normale quotidianità sconfessata dalle sue artificiose ricostruzioni”.
“Tutte le versioni della Panarello sono dense, così come rettamente dedotto dall’accusa, di incongruenze, menzogne e ricordi postumi”.

La consegna delle fascette da elettricista alle maestre per i giudici “è da ritenersi dolosamente preordinata a liberarsi del macigno accusatorio della disponibilità del reperto».
Quale movente allora? “L’indagata ha agito in preda a uno stato passionale momentaneo di rabbia incontenibile per il fallimento del piano mattutino che, evidentemente, quel giorno non prevedeva l´ingombrante presenza del suo primogenito. Il delitto – si continua a leggere nelle motivazioni – è verosimilmente propiziato da una circostanza occasionale, ovvero la discussione con Loris, che, quella mattina, sconvolgendo i piani della stessa Veronica Panarello, vuole rimanere con la mamma, incuriosito dal suo look esteticamente curato per andare al corso di cucina a Donnafugata”.

“La donna, con agghiacciante indifferenza, ha agito da lucidissima assassina, manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile con la volontà di organizzare l’apparente rapimento del figlio Loris, mantenendo una assoluta glacialità nell’ordire la simulazione di un sequestro a scopo sessuale e una impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone per lucidamente occultare le prove del crimine. E’ evidente – concludono i giudici – il rischio di inquinamento probatorio per la necessità di preservare le indagini dal concreto rischio di contaminazione di cui l’indagata potrebbe rendersi artefice”.

“Niente di nuovo – commenta l’avvocato Villardita, difensore di Veronica Panarello – e se hanno confermato l´ordinanza era chiaro che non avevano condiviso i punti della difesa. Restiamo sereni e aspettiamo di leggere le 109 pagine e poi valuteremo con calma come agire, anche su un eventuale ricorso”.

Veronica Panarello è in carcere dall’8 dicembre scorso e ha sempre gridato alla sua innocenza.

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