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Immigrazione. Rapporto UNAR 2014: dalle discriminazioni ai diritti

barcone-immigratiVarese, 23 marzo 2015 – Mercoledì 25 marzo, alle ore 14,15, nell’Aula Magna del Collegio “Carlo Cattaneo”, via Dunant 5, a Varese, viene presentata la nuova edizione del «Dossier Statistico Immigrazione», pubblicato annualmente dall’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

L’incontro – patrocinato da: IDOS/Immigrazione Dossier Statistico; UNAR/ Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali; Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità; International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities; Master FILIS/Formatori di Lingua Italiana per Stranieri; Chiesa Valdese; Confronti – avviene nell’ambito del Progetto «Osservatorio permanente sulla lingua italiana», coordinato da alcuni docenti e collaboratori del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria (Sabatino Alfonso Annecchiarico, Giulio Facchetti, Gianmarco Gaspari, Alessandra Vicentini).

[easy_ad_inject_1]L’UNAR opera nell’ambito del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Istituito nel 2003, ha la funzione di «garantire, in piena autonomia di giudizio e in condizioni di imparzialità, l’effettività del principio di parità di trattamento fra le persone», di verificare l’efficacia delle tutele contro le discriminazioni, e di «contribuire a rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e sull’origine etnica».

Secondo i dati finali del 2013, i migranti nel mondo sono più di 232 milioni. In Italia, gli stranieri residenti sono quasi cinque milioni su una popolazione di 61 milioni, cioè l’otto per cento. Notevole il livello di istruzione: il 10% ha una laurea, il 32% un diploma; i minori sono oltre un milione, di cui 800.000 regolarmente iscritti nelle scuole. Nel 1981 in Italia si contava uno straniero ogni 250 residenti, mentre ora l’incidenza sulla popolazione totale è di uno ogni dodici residenti.

«I fenomeni migratori nel nostro Paese sono ancora legati alla clandestinità e alle organizzazioni criminali; il nostro sistema scolastico ha di anno in anno diminuito i supporti logistici e linguistici agli studenti stranieri», dichiarano gli organizzatori; «eppure in Italia vivono quasi due milioni e mezzo di famiglie con almeno un componente straniero. L’Università ha il dovere di monitorare questo stato di cose, di far interagire gli operatori più attivi su questo fronte e di indicare, se non soluzioni effettive, possibili direzioni di crescita». In un momento storico nel quale capirsi è il vero fattore decisivo, le parole di Elias Canetti – il grande scrittore bulgaro di lingua tedesca – introducono perfettamente il tema centrale dell’incontro: «Non si abita un paese, si abita una lingua». Che cosa si fa, in Italia, perché questo «abitare» sia pacifico, perché si prepari un futuro migliore a noi e alle prossime generazioni?

Una risposta ce la offre l’intervento di Alessandra Vicentini, dell’Insubria, e di Kim Grego, della Statale di Milano e Fulbright Scholar ad Albany (New York, USA): «In un settore così delicato come la comunicazione delle ASL, i documenti online in lingua inglese e nelle lingue degli immigrati sui siti web sono in generale scarsi (ciò che vale anche per la ASL di Varese) e la maggior parte dei testi presenti per comunicare in lingua inglese con gli immigrati sono traduzioni, spesso qualitativamente di scarso livello e non professionali».

Altre risposte verranno da Giulio Facchetti, che sottolinea la molteplicità dei fondamenti culturali alla base delle moderne società europee e mediterranee, indagando il carattere propulsivo delle migrazioni e delle mescolanze etniche nella formazione di questi fondamenti, e da Elisabetta Moneta Mazza, a proposito delle identità culturali dei giovani migranti. Sabatino Alfonso Annecchiarico, affermato saggista di origini argentine, indagherà sui delicati corto-circuiti che si stabiliscono tra lingua e identità, tra cittadinanza e nazionalità. Gianmarco Gaspari discuterà del ruolo di Varese, e dell’Università dell’Insubria in particolare, nel monitoraggio di una realtà affollata da riferimenti culturali tanto diversi e complessi. Conclude i lavori la presentazione dell’edizione 2014 del Dossier da parte di Franco Pittau, presidente uscente del Centro Studi e Ricerche IDOS, specialista di fama internazionale di temi legati alla migrazione e all’integrazione.

Ingresso libero.
Ai partecipanti sarà distribuita copia del Dossier Statisti Immigrazione 2014, fino ad esaurimento copie.
Università degli Studi dell’Insubria

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