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Genitori e figli minori possono passeggiare. Contrari Lombardia e Campania. I chiarimenti del Ministero dell’ Interno

Aggiornamento 1 aprile: Il Ministero emette una comunicazione con un chiarimento di quanto espresso con la circolare pubblicata il 31 marzo e che ha destato critiche da più fronti, in particolare dagli amministratori di Lombardia e Campania.

“Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano. – scrive il Viminale – Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute.

La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che  la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le  limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse

La circolare del Viminale

Una circolare del ministero dell’interno a firma del capo di Gabinetto Matteo Piantedosi ha fornito ai prefetti (e a molti cittadini) chiarimenti sull’applicazione dei divieti di assembramento e di spostamento delle persone, per la prevenzione del contagio Covid-19.

Per quanto riguarda gli assembramenti, “Il divieto non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia). In tali strutture, peraltro, chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, ecc.) sarà comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall’utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti).”

“Per quanto riguarda gli spostamenti di persone, è consentito a un solo genitore camminare con i propri figli minori; tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta inoltre nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.

La circolare chiarisce inoltre che “l’attività motoria generalmente consentita non va intesa soltanto come equivalente all’attività sportiva (jogging). L’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso, infatti, tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità dell’abitazione. “

Lombardia e Campania sono contrarie

Le Regioni Lombardia e Campania amministrate rispettivamente da Fontana e De Luca prendono netta posizione contro la circolare del Viminale.

Secondo l’Assessore lombardo Gallera la circolare “Rischia di creare un effetto psicologico devastante, vanificando gli sforzi fatti finora”.

Per De Luca “si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è ormai alle nostre spalle. In Campania resta vietato”

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Di Redazione

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