GAM: I mercati attesi ad un punto di svolta con il Congresso Cinese alle porte

David Dowsett, Global Head of Investments di GAM Investments
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A cura di David Dowsett, Global Head of Investments di GAM Investments

La scorsa settimana è iniziata in modo deciso, quando dati leggermente più deboli, in particolare negli Stati Uniti, hanno portato a speculazioni sul momento in cui la Federal Reserve (Fed) potrebbe cambiare le proprie decisioni relative alla politica monetaria. Nel corso della settimana, tuttavia, abbiamo assistito a dati leggermente più robusti e a commenti della Fed che hanno spento le speranze di un imminente allentamento dei rialzi. A titolo esemplificativo, utilizzando l’S&P 500 come denominatore di base, l’indice è salito di oltre il +5% nei primi due giorni della scorsa settimana, poi chiusa a +1,5%. Il mercato obbligazionario è stato altrettanto volatile.

Queste oscillazioni di mercato vanno in contrasto con le performance del mese di settembre, quando tutti gli asset sono scesi in modo consistente. Riteniamo che questa volatilità caratterizzerà le prossime settimane, poiché ci aspettiamo che i dati diventino sempre più bidirezionali. Non siamo ancora alla fine del ciclo di rialzo dei tassi d’interesse, ma nel tempo aumenteranno le speculazioni sul numero di rialzi futuri dei tassi di interesse, che influenzeranno in modo significativo i mercati in cui operiamo.

Molti dei nostri gestori di portafogli a reddito fisso sono stati molto cauti sulla duration nel corso dell’anno e di conseguenza anche sui mercati più rischiosi, ma questa visione sta iniziando ad equilibrarsi non solo per i livelli di rendimento che stiamo raggiungendo nei principali mercati finanziari, ma anche per il valore che si sta creando nei mercati più volatili. I nostri investitori riconoscono che la sotto ponderazione della duration è sempre più penalizzante, a causa del significativo aumento dei rendimenti. Si tratta di un primo passo importante, perché in ultima analisi dobbiamo assistere ad una certa stabilità nel reddito fisso prima di poter iniziare a generare guadagni nel comparto azionario e in altri mercati a rischio.

Questa settimana inizia il Congresso del Partito Comunista Cinese, che sarà di fondamentale importanza per definire l’agenda politica cinese dei prossimi anni. Non c’è ancora un consenso completo sugli esiti che emergeranno dal Congresso Cinese, ma in generale il mercato vorrebbe vedere una maggiore ed univoca direzione politica. Negli ultimi due anni, l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sulla politica zero-Covid e quindi sarà benvenuta qualsiasi indicazione sul settore immobiliare, su come la Cina intende rilanciare la crescita e gestire i debiti inesigibili accumulati dalle imprese statali, tutti elementi che sono caduti nel dimenticatoio. Riteniamo che queste aspettative siano realistiche.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito anche ad ostacoli nell’approvvigionamento cinese alla tecnologia dei semiconduttori, che ha provocato un calo dei relativi titoli in Cina, che in parte si è ripercosso sugli Stati Uniti. Riteniamo che questo sia il proseguimento del processo di deglobalizzazione in corso, che, tuttavia, non dovrebbe necessariamente essere penalizzante per i mercati.


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