Home Salute Fisioterapisti e manovra economica. Aifi:”Gravi criticità in emendamento su iscrizione albi sanitari”

Fisioterapisti e manovra economica. Aifi:”Gravi criticità in emendamento su iscrizione albi sanitari”

MANOVRA. AIFI: GRAVI CRITICITÀ IN EMENDAMENTO SU ISCRIZIONE ALBI SANITARI "È SCHIAFFO MORALE E FISICO, NE CHIEDIAMO INAMMISSIBILITÀ"

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ROMA – “Siamo venuti a conoscenza dai media dell’emendamento all’art. 41 del ddl 1334, primo firmatario l’onorevole Lorefice, che prevede la possibilita’ di continuare ad esercitare senza obbligo di iscrizione all’Albo per ‘tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza’, che riportiamo in calce”. Inizia cosi’ la nota dell’AIFI, l’Associazione Italiana Fisioterapisti, secondo cui “l’emendamento avrebbe un effetto dirompente non solo per la professione ma per la stessa tutela della salute dei cittadini”.

Come spiega l’Associazione nel testo firmato dal presidente Mauro Tavarnelli, sono da evidenziare alcune “inconferenze e illegittimita'”.

1) L’emendamento propone “una doppia disciplina inammissibile e intrinsecamente contradditoria. Mentre si conferma l’obbligo di tutti i professionisti in possesso di titolo valido di iscriversi all’Albo, ne esenta soggetti che, secondo quanto e’ scritto, starebbero svolgendo ‘legittimamente una professione…’, pur non avendo mai ottenuto l’equivalenza del proprio titolo. Tuttavia, una tale categoria non puo’ esistere nell’area delle professioni sanitarie, nella quale solo il possesso di un titolo abilitante o equipollente puo’ consentire ‘legittimamente’ l’esercizio della relativa professione. Sono allora evidenti il paradosso e la discriminazione contenuti nel testo della previsione: mentre migliaia di professionisti che hanno conseguito un diploma di laurea e svolgono legittimamente una professione dovranno iscriversi all’Ordine per esercitare la professione, soggetti che stanno esercitando in violazione delle norme sui titoli abilitanti ne sarebbero esentati, venendo cosi’ premiati”.

2) I percorsi di equivalenza, definiti con l’Accordo Stato/Regioni n. 17/CSR del 10 febbraio 2011, recepito nel DPCM 26 luglio 2011, “consentivano ai possessori di titoli atipici, ottenuti entro il 17 marzo 1999, non riconducibili a titoli equipollenti e non ricompresi in un esplicito elenco di titoli ‘esclusi’, di far valutare il proprio percorso formativo e la propria carriera pregressa ‘caso per caso’. Non c’era quindi un elenco preciso di titoli che potevano accedere a tali percorsi. Pertanto la formulazione ‘tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza’ e’ del tutto generica ed indeterminata, in aperto contrasto con la natura precettiva di tutte le disposizioni e con il carattere eccezionale, rigoroso e tassativo che deve avere ogni deroga a norme generali. In particolare, il testo non indica chi dovrebbe verificare l’esistenza delle condizioni per ‘avere titolo’ alla equivalenza in capo ai soggetti destinatari, ne’ quali sarebbero tali condizioni”.

3) La previsione introduce, infine, “una inammissibile e incostituzionale disparita’ di trattamento tra il quasi milione di professionisti sanitari che hanno un titolo valido (es. medici, infermieri, ostetriche…) che debbono iscriversi all’Ordine pagando la relativa tassa e quota di iscrizione, e una cerchia indeterminata di altri soggetti, destinatari di tale emendamento, che invece potranno esercitare la una professione senza essere iscritti (e peraltro anche senza un titolo riconosciuto). In questi termini, la previsione non ha le caratteristiche di una sanatoria, ma di vera e propria norma abrogativa dell’istituzione degli Ordini, ai quali, per par condicio, non sara’ piu’ obbligatorio iscriversi. Verrebbero cosi’ pregiudicate le finalita’ dell’Ordine di garantire ai cittadini di sapere con certezza di mettere la propria salute nelle mani di soggetti competenti, formati e riconosciuti”. Si ricorda infatti che “e’ compito dell’Ordine:
– Garantire che gli esercenti la professione abbiano seguito un percorso formativo di base e di specializzazione rigoroso, superato degli esami di ammissione nel rispetto della programmazione nazionale, aver acquisito conoscenze e competenze che consentono di rispondere al bisogno di salute della popolazione;
– Fare rispettare un codice deontologico e la possibilita’ di intervenire con provvedimenti disciplinari e sanzioni in caso di non rispetto;
– Garantire un aggiornamento professionale costante per assicurare agli assisti interventi di alta qualita’, efficace e sicuri;
– Imporre l’obbligo di una assicurazione professionale che rispetti quanto previsto dalla legge… come ulteriore elemento di garanzia e sicurezza per il paziente”.

4) Peraltro, “sono fallaci anche le presunte motivazioni dell’emendamento. Non c’e’ alcuna emergenza per soggetti che, se hanno un titolo che li legittima a operare seppure fuori dall’area delle professioni sanitarie e se non svolgono attivita’ abusive, possono continuare a farlo, visto che l’obbligo di iscrizione vale solo per le professioni sanitarie”. Rivolgendosi ai senatori, l’AIFI spiega che “consentire la non iscrizione all’Albo e’ uno schiaffo morale e fisico nei confronti di chi quei percorsi di equivalenza li ha intrapresi e soprattutto nei confronti dei quasi 100.000 professionisti sanitari che in questi quattro mesi hanno intrapreso l’oneroso percorso di iscrizione agli Albi”.
Per questi motivi, l’Associazione Italiana Fisioterapisti, associazione rappresentativa della professione del Fisioterapista ai sensi del D.M. Salute 28 luglio 2014, chiede di:
– “Confermare la dichiarazione di inammissibilita’ ai sensi dell’art. 121 comma 5 e dell’art. 89 del Regolamento della Camera, l’emendamento perche’ concernente materie estranee all’oggetto proprio della legge finanziaria”;
– “ai proponenti di desistere dal ripresentare l’emendamento in altre sede senza un confronto preventivo con Ordini e Associazioni Maggiormente Rappresentative delle Professioni Sanitarie”.

L’AIFI manifesta “comunque la disponibilita’ ad avviare un percorso di reale e corretta soluzione dei problemi prospettati, senza incorrere nelle gravi conseguenze sopra descritte, per consentire a chi ne ha realmente i titoli di potersi iscrivere all’Albo, nonche’ di mettere ordine alla situazione delle figure professionali, in particolare nell’area di competenza del Fisioterapista, nel rispetto delle leggi vigenti”.

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