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Cosa fare con i Bitcoin acquistati

Chi all’inizio ha avuto la fortuna e la bravura di puntare su Bitcoin, oggi probabilmente si ritrova ad avere un patrimonio economico da fare invidia. Secondo le quotazioni delle criptovalute, infatti, all’inizio Bitcoin valeva 0,003 centesimi di dollari. Un nulla, praticamente. Nel corso del 2010 la criptovaluta inizia ad espandere la propria community e si effettua la prima transazione col mondo reale. Il 22 Maggio 2010 infatti vengono acquistate 2 pizze a Jacksonville in Florida, per un controvalore di 10 mila Bitcoin.

Con gli anni il valore dei Bitcoin è cresciuto vertiginosamente. Nel 2016 il Bitcoin ricomincia a crescere, lentamente ma inesorabilmente torna a quota $900 a Dicembre, per poi salire sopra i  $1000 nel successivo Gennaio. Con il 2017 parte un altro rialzo importante. Prima la Cina poi le speculazioni sulla possibile quotazione in borsa trascinano il prezzo ad un nuovo massimo storico, $1300 nel Marzo 2017. A Maggio il trend riprende e dopo un iniziale valore sui $2000 il prezzo continua a salire fino a raggiungere un massimo di $5000 ad inizio Settembre. Dopo pochi giorni la bolla sembra scoppiare, il prezzo torna a $2900 ma a Ottobre fa segnare un nuovo massimo: $5600.

È a Novembre però che il Bitcoin raggiunge e supera la soglia psicologica di $10000. Con l’annuncio della quotazione sul mercato delle commodities da parte del CME entro fine 2017, il Bitcoin inizia a salire dal 2 novembre e supera i $10000 il 28 dello stesso mese. La fine del 2017 è il momento migliore per il Bitcoin, il 17 dicembre raggiunge il suo massimo storico sfiorando i 20.000$.

Cosa fare con i Bitcoin acquistati

In tanti si chiedono cosa si possa fare con un wallet pieno di Bitcoin ed ulteriori informazioni sui Bitcoin. Al momento ci sono molte più possibilità di acquisto in Asia piuttosto che in Europa e negli Stati Uniti. I coreani, ad esempio, non devono comprare yuan per acquistare prodotti dalla Cina, ma possono usare direttamente il Bitcoin o altre criptovalute.

Gli ATM di criptovalute sono già una realtà, ma spesso le maggiori opportunità le offrono solo in Paesi in via di sviluppo e privi di una valuta stabile, che prevalga su altre. Per quanto riguarda i beni fisici, in alcune nazioni si possono acquistare immobili o lauree universitarie. Tra i commercianti di fascia alta se ne comincia a diffondere l’utilizzo, specie in alcuni casinò di Las Vegas, ma va specificato che si tratta sempre di accordi individuali e che tra criptovaluta e denaro contante negli Stati Uniti c’è ancora un abisso.

Con la criptovaluta più famosa al mondo, è possibile pagare anche il conto al ristorante, la stanza di un hotel o addirittura le bollette. A lanciare l’innovazione in Italia del conto al ristorante, è stata un’osteria di Venezia, insieme ad una tech company padovana. Il progetto nasce dall’idea di due giovani imprenditori veneti, Nicola Dinato, chef stellato, e Nunzio Martinello, co-founder della tech company padovana Noonic insieme a Nicola Possagnolo, i quali seguono il settore delle criptovalute da anni. Assieme a loro, Francesco Inguscio, il fondatore di Nuvolab, società che si occupa di venture acceleration e consulenza per l’innovazione, un gruppo di imprenditori veneti che ha creduto da subito nel progetto, contribuendo a creare un innovativo modello di business.

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