Comgest: È questo un buon momento per lo stile quality growth?

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Spiccano le società quality growth

A cura di Franz Weis, Analista & Gestore Azionario Europeo

Franz Weis, Analista & Gestore Azionario Europ

Le società europee quality growth hanno registrato una performance negativa nell’anno in corso, sia in termini assoluti sia relativi. Le sfide della catena di approvvigionamento, l’aumento dei costi delle materie prime, i risultati di una politica monetaria accomodante e la guerra in Ucraina hanno provocato un forte aumento dell’inflazione che le banche centrali hanno iniziato a combattere con rialzi aggressivi dei tassi d’interesse. Ciò ha innescato una violenta rotazione di stile a scapito dei titoli growth che, di conseguenza, hanno sottoperformato i mercati europei. Questa performance è dovuta a un forte de-rating delle società growth di qualità presenti nelle strategie europee di Comgest. Fondamentalmente, esse vantano bilanci solidi, generano flussi di cassa positivi e registrano una crescita dinamica degli utili più o meno in linea con le aspettative.

In prospettiva, il forte aumento dei tassi di interesse mette in dubbio anche l’attuale ripresa economica post-Covid, soprattutto perché la guerra in Ucraina ha innescato una perdita di fiducia dei consumatori e ha inciso sul potere d’acquisto. Di fatto, oggi molti osservatori prevedono una recessione in Europa. Le stime sugli utili aziendali hanno iniziato a calare bruscamente, ad eccezione dei produttori di materie prime e di petrolio. Proprio in un periodo di incertezza come questo, il potere di determinazione dei prezzi, la stabilità finanziaria e la relativa prevedibilità delle vendite e degli utili delle società quality growth sono preziose caratteristiche che le distinguono dal resto del mercato europeo. La selezione dei titoli e l’attenzione alla qualità saranno fondamentali nei prossimi anni. Il recente de-rating ha già portato le valutazioni al livello medio di lungo periodo: la costante crescita degli utili delle società in portafoglio dovrebbe trainare positivamente i prezzi delle azioni, piuttosto che la rotazione degli stili.

La strategia europea di Comgest continua ad applicare il suo approccio mirato e ad alta convinzione nella gestione del portafoglio, con Novo Nordisk e ASML come posizioni di punta. Le due società beneficiano di fattori strutturali di crescita positivi e di un forte interesse dei clienti per i propri recenti prodotti innovativi, anche se in settori molto diversi tra di loro, come quello farmaceutico e quello dei semiconduttori. Comgest prevede per entrambe le società una crescita dinamica, in gran parte non correlata alle prospettive dell’economia europea o ai tassi di interesse.

Il contesto favorisce le società ben posizionate sul mercato

A cura di Zak Smerczak, Analista & Gestore Comgest Growth World

Zak Smerczak, Analista & Gestore Comgest Gro

Il mercato continua ad essere volatile, in quanto valuta i rischi legati alla recessione, all’inflazione, al contesto geopolitico, agli strascichi della pandemia e ai lockdown localizzati (soprattutto in Cina). Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania si sono registrati i rendimenti obbligazionari più alti da oltre un decennio a questa parte, con tassi di inflazione che si avvicinano alla doppia cifra. Finora le relazioni societarie sono state generalmente positive: l’ultimo trimestre ha visto gli utili dell’S&P 500 sorprendere positivamente salendo del 4%, con il 76% delle relazioni che hanno sorpreso in positivo e solo il 19% che hanno deluso. Anche a livello di portafoglio globale siamo stati più che soddisfatti degli utili riportati dalle società.

Nonostante il contesto, abbiamo conseguito grandi risultati poiché le società in portafoglio hanno registrato una crescita degli utili e una buona performance, sia per sviluppi idiosincratici come il successo dei farmaci per l’obesità di Novo Nordisk / Eli Lilly, sia per sinergie come nel caso di Essilor Luxottica (dopo l’acquisizione di Grand Vision, che potrebbe vedere i margini passare da circa il 15 a quasi il 20% nei prossimi anni). 

Per il futuro confidiamo sulla resilienza degli utili delle nostre società (CAGR aggregato degli EPS a 5 anni del 12%), tutte caratterizzate da bilanci solidi (posizione di cassa netta aggregata), margini elevati, capacità di compensare l’inflazione con aumenti di prezzo e una sensibilità economica relativamente bassa. Le nostre società tendono ad essere amministrate da team di gestione disciplinati, ben allineati con gli azionisti e dotati di una solida governance. Abbiamo già assistito a una significativa compressione dei multipli (da 30X PE/NTM al 31 dicembre 2021 a 21X PE/NTM al 5 ottobre) nelle società in cui investiamo e riteniamo che la valutazione complessiva della strategia globale abbia un prezzo interessante per le prospettive di crescita a lungo termine. 

Un portafoglio bilanciato non basta più

A cura di Lèo Lenel, Analista e Gestore Comgest Growth Global Flex

Lèo Lenel, Analista e Gestore Comgest Growth Global F

La Federal Reserve statunitense (la Fed) è stata costretta ad aumentare i tassi di interesse a breve termine al 20% nel giugno 1981 per tenere sotto controllo l’inflazione, proprio mentre l’economia americana stava entrando in una grave recessione. Da allora, i tassi di interesse sui titoli del Tesoro a 10 anni sono scesi dal 15,8% allo 0,5% (da settembre 1981 ad agosto 2020).

Questo drastico calo dei tassi d’interesse ha fornito una forte spinta ai portafogli bilanciati composti da una combinazione di azioni e titoli di Stato (o altri strumenti a reddito fisso), in quanto le obbligazioni e le azioni hanno spesso mostrato una correlazione negativa nei periodi di stress. Questo approccio agli investimenti ha dato ottimi risultati per gran parte degli ultimi 40 anni.

Nell’agosto 2020, la Fed ha annunciato di essere disposta a lasciare che l’inflazione aumenti prima di aumentare i tassi di interesse. Da allora, l’aumento dell’inflazione ha costretto la Fed ad alzare i tassi, nonostante l’aumento delle probabilità di recessione. Negli ultimi tre anni, ma ancor di più oggi, le obbligazioni e le azioni globali tendono a calare insieme. Riteniamo che non si possa più puntare sulle obbligazioni per sostenere un portafoglio come avveniva un tempo.

Di conseguenza, gli investitori con un profilo di rischio equilibrato faticano a trovare alternative per ottenere rendimenti simili corretti per il rischio. Riteniamo che Comgest Growth Global Flex sia un’ottima alternativa: offre l’accesso al nostro portafoglio azionario globale quality growth combinato con uno schema quantitativo proprietario che copre dinamicamente le esposizioni ai mercati azionari regionali e alle valute dei mercati sviluppati utilizzando strumenti derivati, a seconda del contesto di mercato. Il processo di hedging è flessibile (tra lo 0% e il 100% delle esposizioni) e si basa su modelli multi-strategici sofisticati ma intuitivi.

L’hedging quantitativo è un’area in cui dal 2012 Comgest ha rafforzato le proprie competenze di investimento per offrire agli investitori un veicolo di investimento azionario che mira a fornire rendimenti interessanti controllando i rischi di mercato. A fine settembre 2022, a più di cinque anni dalla sua nascita, il fondo Comgest Growth Global Flex ha garantito rendimenti corretti per il rischio e una gestione del drawdown migliori rispetto a un mix 60% azioni globali/40% obbligazioni globali.

ESG, una nuova prospettiva nel processo di valutazione aziendale

A cura di Xing Xu, Analista ESG Asia ex Japan Comgest

Xing Xu, Comgest. Paris, France. 28 janvier 2021

Come parte della nostra filosofia d’investimento quality growth, abbiamo scelto di incorporare i criteri ESG nel nostro processo di investimento. Puntiamo ad avere una valutazione completa delle società in cui investiamo e non solo dei dati finanziari, integrando la qualità di questi dati con i criteri ESG. Esistono diverse definizioni di qualità e, per Comgest, i criteri ESG ne sono parte integrante. Ad esempio, ci focalizziamo sui brand dotati di una buona reputazione; analizziamo la cultura aziendale per vedere se essa presenti delle caratteristiche particolari che permettono di attrarre i talenti o, al contrario, se all’interno dell’azienda sia riscontrabile una cultura tossica che porta alla fuga dei cervelli; se le aziende che investono in R&S hanno un vantaggio in termini di crescita organica e analizziamo l’azienda per vedere se possiamo instaurare un rapporto di fiducia con il management e il consiglio di amministrazione. In Comgest, l’integrazione ESG avviene attraverso un’analisi interna specifica di ogni società, del rating ESG corrispondente e del modo in cui questo rating interno influisce sulla valutazione. Cerchiamo inoltre di migliorare la qualità delle nostre società in portafoglio implementando pratiche di engagement.


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