Azionariato attivo: crescono del 20% le problematiche ESG analizzate da Pictet AM

Paolo Paschetta, Country Head di Pictet Asset Management
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A cura di Paolo Paschetta, Country Head di Pictet Asset Management

–                  Lunico modo per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico è passare all’azione. E il mondo della finanza deve adoperarsi per ottenere risultati concreti in questo campo

–                  Pictet Asset Management ha partecipato a più di 44.000 votazioni, in 3.881 riunioni di aziende in cui figura come azionista. Il 40% delle volte ha dovuto votare contro o astenersi ad almeno una delle proposte di dirigenti e azionisti. Nel 2021 ha affrontato 333 questioni ESG, un quinto in più rispetto all’anno prima

–                  Pictet AM ha collaborato con 270 aziende a livello globale. Quattro di queste sono italiane: Atlantia, Enel, Eni e Moncler. Il team di gestione opera prevalentemente in Europa (35%) e Stati Uniti (30%), attraverso pratiche di azionariato attivo

–                  Per continuare a influenzare positivamente i comportamenti in chiave ESG, la società dinvestimenti ha lanciato il fondo Pictet-Positive Change (classificato articolo 8SFDR), una nuova strategia azionaria globale con un focus sull’impatto positivo generato dalle aziende in base agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili delle Nazioni Unite. I gestori selezionano le aziende su cui investire combinando analisi fondamentale e di impatto e dialogano con loro attraverso le pratiche dell’azionariato attivo (engagement e proxy voting)

23.11.2022

Gli ultimi due anni sono stati cruciali per l’ambiente, la società e la corporate governance (i criteri ESG) grazie all’entrata in vigore di nuove normative in tema di sostenibilità e alla sensibilizzazione di governi, aziende e persone verso la valorizzazione del capitale naturale e umano. Il periodo successivo alla pandemia da Covid-19 ha evidenziato come l’unico modo per affrontare le conseguenze del cambiamento che viviamo oggi (specie quello climatico) sia passare all’azione: in tal senso, il mondo della finanza può e deve adoperarsi per ottenere risultati concreti. Nel corso del 2021, come Pictet Asset Management, abbiamo preso parte al 98% delle votazioni nelle aziende in cui abbiamo investito e fornito supporto al 54% delle proposte degli azionisti, molte delle quali relative a tematiche ambientali.

Voto contrario ad almeno una proposta nel 40% delle votazioni

Più nel dettaglio nel 2021 Pictet AM ha partecipato a più di 44.000 votazioni, in 3.881 riunioni di aziende in cui figura come azionista. Ben il 40% delle volte, abbiamo votato contro o ci siamo astenuti da almeno una delle proposte di dirigenti e azionisti, perché non in linea con i criteri di responsabilità ambientale, sociale e di governance (ESG) che gli investitori ci avevano indicato; nel 58% dei casi, siamo stati invece favorevoli a tutte le risoluzioni, non partecipando al voto solo il 2% delle volte. Delle 333 problematiche ESG analizzate, in aumento di un quinto rispetto al 2020, circa il 47% ha avuto per oggetto la governance, intorno al 37% le tematiche sociali e nel restante 16% dei casi (55 in tutto) l’impatto ambientale.

Proprio sul fronte della sostenibilità ambientale, su cui si gioca una grande partita per il futuro, stiamo ottenendo risultati significativi dalle pratiche di proxy voting (voto per delega) ed engagement (coinvolgimento diretto) che Pictet AM svolge con le aziende. Per far sì che un business diventi davvero sostenibile nel medio lungo termine, è necessaria una forte cultura a livello di governance d’impresa, con una strategia manageriale efficace rispetto ai problemi ambientali e sociali, oltre a un’attività di comunicazione trasparente e standard affidabili.

Il team di Pictet AM si è altresì espresso su singole proposte provenienti da azionisti e management. Di 940 risoluzioni provenienti dagli azionisti, ne abbiamo appoggiate il 54%. Al contempo, però, abbiamo approvato l’80% delle mozioni su problemi sociali e il 94% su problematiche ambientali. 

LEuropa è il continente dove si concentra di più lazionariato attivo

La diversificazione su scala globale ha permesso un intervento concreto verso un gran numero di settori e realtà. Infatti, Pictet AM ha collaborato nel 2021 con 270 aziende nel mondo. Quattro di queste sono italiane: Atlantia, Enel, Eni e Moncler.

I settori in cui il team di gestione si è più impegnato in termini di azionariato attivo sono quello industriale (16,7%), dei materiali (15,9%), finanziario (13,7%) e dei beni di prima necessità (12,3%). A livello geografico, invece, l’area su cui l’attività si è concentra maggiormente è stata l’Europa, con il 35% degli asset. Seguono gli Stati Uniti con il 30%, l’Asia con il 28% e il rimanente 7% tra Africa, Medio Oriente, America Latina e Caraibi.

Il mondo ha di fronte importanti sfide dovute al cambiamento climatico, all’esaurimento del capitale naturale, alla salute umana e alla disuguaglianza. Tutti questi elementi richiedono una transizione accelerata verso un’economia globale più resiliente e sostenibile, che fonda sull’impegno diretto di tutti. Per questo, Pictet AM si è posta tre obiettivi da raggiungere entro il 2025: ridurre del 60% l’impatto delle proprie attività sull’ambiente (rispetto ai livelli 2019), integrare l’analisi dei fattori ESG e l’azionariato attivo in tutti i processi d’investimento e confermarsi tra i gestori leader di soluzioni sostenibili. Per questa ragione, al 31 maggio 2022, le strategie basate su principi ESG o capaci di generare un impatto hanno raggiunto il 78% degli asset europei in gestione nell’ambito della normativa SFDR e il 56% degli asset totali. Pictet ha fatto inoltre il suo ingresso, accanto a 700 investitori, all’interno dell’iniziativa Climate Action 100+, una campagna rivolta a 166 aziende globali ritenute fondamentali per il processo di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Nel 2021, CA 100+ ha lanciato il Net zero Company Benchmark per valutare meglio i progressi aziendali sull’azione per il clima e sul percorso verso le zero emissioni nette.

Dalle infrastrutture all’ingegneria: i voti contro il management

Per migliorare le cose, occorre quindi spingere fortemente verso il cambiamento. Pictet AM si è espressa contro la riconferma dei dirigenti di un’azienda cinese attiva nel settore delle infrastrutture e dell’energia, la Guangdong Investment Limited. Lo ha fatto perché, nonostante il dialogo con l’azienda, questa aveva ritardato troppo l’approvazione di un piano per disinvestire dal settore carbonifero. In un altro caso, negli Stati Uniti, Pictet ha votato contro alcuni dirigenti storici di una società di consulenza ingegneristica, la Tetra Tech, affinché l’azienda potesse aumentare il ricambio dei membri e la diversità di genere nella composizione del suo consiglio d’amministrazione: da qui è iniziato un processo che sta portando ai primi cambiamenti.

Lappoggio alle mozioni degli azionisti: il caso norvegese

Per fare la differenza è necessario anche saper ascoltare le buone idee che vengono sia dall’interno che dall’esterno. È quello che è accaduto con l’appoggio alla mozione degli azionisti di un importante azienda petrolifera norvegese, la Equinor Asa, che l’ha portata a stabilire obiettivi di medio-lungo termine per limitare le emissioni di gas serra contro le indicazioni del management. La pubblicazione dei target aziendali ha permesso agli azionisti di controllare se l’azienda stesse effettivamente riducendo il suo impatto ambientale in linea con gli accordi di Parigi.

Attività sui semiconduttori per il risparmio di energia e acqua

Nel concreto, cosa significa fornire un contributo tangibile attraverso l’engagement, ovvero il dialogo continuo e collaborativo con le aziende? Innanzitutto, è stato il viatico per ottenere risultati significativi. Come nel caso di un produttore olandese di semiconduttori, Nxp, un’industria fondamentale per la produzione di componentistica indispensabile per alimentare la transizione energetica, tecnologica e della mobilità sostenibile. La produzione di semiconduttori, però, richiede un alto costo per il pianeta: si tratta di un comparto fortemente energivoro, che richiede un intensivo consumo di acqua. Con il contributo di Pictet AM, questa azienda ha sviluppato e pubblicato un piano credibile a livello scientifico di riduzione delle emissioni, accelerato il percorso verso l’utilizzo del 100% del fabbisogno da fonti energetiche rinnovabili e posto dei target per ridurre il consumo di acqua migliorandone il tasso di riciclo.

Giappone: obiettivo 30% del board femminile e zero emissioni

Impegnarsi al fine di dare forma alle tematiche ESG non significa solo occuparsi di ambiente, ma anche essere sensibili agli aspetti sociali e di governance. È il caso della collaborazione di Pictet AM con un’importante azienda giapponese, la Orix Corporation, che opera nel settore dei servizi finanziari, inclusi leasing, finanza d’impresa, ambiente ed energia, banking e assicurazioni. Il dialogo è iniziato nel 2020 e ha avuto per oggetto temi quali livelli di emissioni di carbonio, indipendenza del board e diversità dei dirigenti, politiche di remunerazione e trasparenza. Già nel 2021, sono arrivati progressi significativi: l’azienda si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e a portarle a zero entro il 2050. Ha inoltre costituito un comitato sulla sostenibilità, presieduto dal CEO, che si è dimesso dal comitato nomine per renderlo completamente indipendente. La stessa azienda ha nominato in cda una dirigente donna e si è impegnata, entro il 2030, ad avere almeno il 30% dei componenti del board di sesso femminile.

Un nuovo fondo per essere protagonisti del cambiamento

Siamo convinti che la sopravvivenza di questo mondo stia nelle mani di chi agisce, collabora e unisce le forze per un obiettivo comune. Ragione per cui instauriamo un dialogo con le aziende in cui investiamo, affinché intraprendano un percorso di lungo periodo finalizzato a influenzare positivamente i comportamenti in chiave ESG. Finalità che si pone il fondo Pictet-Positive Change, nuova strategia azionaria globale con un focus sull’impatto positivo generato dalle aziende in base agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. I gestori selezionano tra aziende già leader di sostenibilità, aziende in fase di miglioramento e aziende intenzionate a fare meglio, che rappresentano le migliori opportunità. Il team di gestione sfrutta un software di intelligenza artificiale proprietario basato su tecniche di Natural Language Processing per classificare le realtà da includere in portafoglio: tale tecnologia permette di analizzare eventuali scostamenti positivi e negativi dei singoli programmi aziendali, evidenziando punti critici ed eventuali aree di miglioramento. Tutto questo, per arrivare a un portafoglio di 35-55 aziende che conosciamo e con le quali parliamo, ci confrontiamo, fissiamo obiettivi e cresciamo assieme attraverso gli strumenti dell’engagement e del proxy voting.


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