Autoesclusione, numeri in drammatica crescita: ad oggi i richiedenti sono quasi 90.000

All’interno dell’azione volta al contrasto del disturbo da gioco d’azzardo patologico, che ha ormai assunto il nome di “ludopatia”, il regolatore italiano ha creato il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA), nell’anno 2019, per gestire le richieste di autoesclusione pervenute da parte dei giocatori online. Strumento già testato su altri mercati europei che gli esperti di Ital Casino reputano “necessario per contribuire al contrasto della dipendenza da gioco problematico. L’autoesclusione, così come pensata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha validità su tutti i concessionari erogatori di gioco a distanza”.

La richiesta di autoesclusione può essere inoltrata dagli stessi giocatori, regolari titolari di un conto di gioco, sia da soggetti che non hanno alcun conto. L’iscrizione al Registro viene effettuata tramite il concessionario, con cui ovviamente si ha un conto di gioco, ma anche facendo richiesta agli uffici che l’ADM ha sui territori. Oppure autonomamente, tramite un collegamento al Portale Unico delle Dogane e dei Monopoli, a cui si accede tramite SPID o CIE. Si tratta di una iscrizione temporanea, che va dai trenta giorni minino ai novanta massimi, ma anche a tempo indeterminato. Essa ha effetto immediato su chi la richiede: pertanto il giocatore coinvolto non potrà più aprire nuovi conti di gioco o movimentare conti già attivi, se non per il prelievo di somme giacenti.

In caso di autoesclusione full time, il soggetto può chiedere una revoca dell’autoesclusione a patto che siano passati almeno sei mesi dall’iscrizione. Nel caso di autoesclusione a tempo determinato, non è possibile chiedere la revoca fino alla fine del periodo indicato, sia esso di 30, 60 o 90 giorni. “Nel 2017 – continuano da ItalCasino – prima del Registro, in Italia ben 57.000 soggetti hanno chiesto l’autoesclusione. Questo dato è risultato essere in crescita rispetto al 2016 ed è esponenzialmente aumentato fino al 2020, con circa 80.000 soggetti richiedenti”. Le stime probabilmente cresceranno ancora: nell’anno 2021 sono già 87000 i soggetti totali “autoesclusi”.

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