Categoria: Agroalimentare

  • Spreco alimentare: 1,7 miliardi di tonnellate di cibo buttate ogni anno

    Spreco alimentare: 1,7 miliardi di tonnellate di cibo buttate ogni anno

    Un’emergenza globale tra impatto economico, sociale e ambientale

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  • Caffè, il piacere che rischia di diventare amaro

    Caffè, il piacere che rischia di diventare amaro

    Mariagrazia Lupo Albore, Direttore Generale di Unimpresa, ci parla di prezzi in crescita e rischi sociali per un rito tutto italiano

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  • Caffè Vergnano conquista il mondo a piccoli sorsi

    Caffè Vergnano conquista il mondo a piccoli sorsi

    Ricavi 2024 in crescita del 17,5% e nuovi progetti tra sostenibilità, export e empowerment femminile

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  • Prezzi fuori controllo: pane, latte e pasta sono diventati un lusso?

    Prezzi fuori controllo: pane, latte e pasta sono diventati un lusso?

    Dal 2022 al 2025 aumenti fino al 70% per i beni alimentari essenziali. Unimpresa lancia l’allarme: è emergenza sociale.

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  • Ortofrutta Experience: quando frutta e verdura diventano protagoniste tra Lazio e Lombardia

    Ortofrutta Experience: quando frutta e verdura diventano protagoniste tra Lazio e Lombardia

    Dalla GDO alle scuole medie, due eventi per educare al consumo consapevole di ortofrutta tra formazione, gioco e sostenibilità

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  • L’Europa alza le difese: verso un’agricoltura più equa o protezionismo mascherato?

    L’Europa alza le difese: verso un’agricoltura più equa o protezionismo mascherato?

    Un nuovo capitolo nelle relazioni commerciali UE-USA

    L’ipotesi della Commissione europea di introdurre restrizioni sulle importazioni agroalimentari dagli Stati Uniti sta facendo discutere. Una misura che, secondo Unimpresa, potrebbe rappresentare un passo fondamentale per garantire una concorrenza più equa per le aziende agricole europee. Il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, ha sottolineato come questa scelta non debba essere vista come un atto di chiusura, bensì come una necessità per permettere alle imprese europee di competere ad armi pari sul mercato globale.

    La tutela dell’agricoltura europea tra regole e necessità

    L’agroalimentare è uno dei settori strategici dell’economia italiana e, più in generale, dell’Unione Europea. La possibilità di stabilire standard comuni per tutti i mercati potrebbe garantire maggiore trasparenza e tutela per gli agricoltori locali. Attualmente, le aziende europee devono rispettare normative ambientali e sanitarie più rigide, mentre i prodotti importati spesso non sono soggetti agli stessi controlli. Questo squilibrio ha generato non poche preoccupazioni tra i produttori, che temono una competizione sleale.

    Importazioni in crescita: numeri e impatti economici

    Secondo il Centro studi di Unimpresa, nel 2022 l’Italia ha importato dagli Stati Uniti prodotti alimentari per 173 milioni di euro e bevande per 235 milioni di euro. Si tratta di un aumento rispetto ai 125 milioni di euro per il cibo e ai 199 milioni di euro per le bevande registrati nel 2020. A livello europeo, nel 2023, il valore totale delle importazioni agroalimentari ha toccato un record di 65 miliardi di euro. Questi dati dimostrano come le relazioni commerciali tra i due blocchi siano in continua crescita, ma anche quanto sia importante garantire un equilibrio nelle regole del mercato.

    Il fattore geopolitico: tra protezionismo e reciprocità

    La decisione dell’UE potrebbe essere vista come una risposta alle politiche protezionistiche degli Stati Uniti. Negli ultimi anni, Washington ha spesso imposto restrizioni per proteggere la propria economia. La Commissione Europea, con questa scelta, sembra voler difendere il principio di reciprocità e valorizzare le eccellenze produttive europee. Tuttavia, questa mossa potrebbe portare a nuove tensioni diplomatiche, soprattutto in un contesto segnato dalle elezioni americane e dalla possibile rielezione di Donald Trump, da sempre promotore dell’America First.

    Quali scenari futuri per il commercio agroalimentare?

    Se l’UE dovesse confermare questa politica, potrebbero esserci ritorsioni commerciali da parte degli Stati Uniti e la necessità di affrontare le regole imposte dal WTO. L’Unione dovrà quindi dimostrare che le restrizioni non sono discriminatorie, ma basate su motivazioni scientifiche e tecniche. Nel frattempo, resta da capire quali saranno i prossimi passi della Commissione e quali prodotti potrebbero essere coinvolti in nuove restrizioni.

    L’argomento è caldo e il dibattito è aperto: cosa ne pensi di questa strategia dell’UE? Lascia un commento nel form in basso e facci sapere la tua opinione!

  • Cresce l’interesse per l’oleoturismo: opportunità per le aziende olivicole italiane

    Cresce l’interesse per l’oleoturismo: opportunità per le aziende olivicole italiane

    Nel 2023, 9,6 milioni di turisti enogastronomici hanno scelto l’Italia per esperienze culinarie uniche, segnando un aumento del 37% rispetto al 2016. Tra queste esperienze, cresce l’interesse per l’oleoturismo, con il 64% degli italiani desiderosi di esplorare itinerari legati all’olio d’oliva. Questa tendenza rappresenta una straordinaria opportunità per le aziende olivicole italiane, che possono trasformarsi in protagoniste di un ecosistema virtuoso, promuovendo la cultura dell’olio e del territorio.

    Dal 30 gennaio all’1 febbraio 2025, la Fiera del Levante di Bari ospiterà EVOLIO Expo, un evento internazionale dedicato al settore. Organizzato da Senaf con il supporto del Dipartimento di Agricoltura della Regione Puglia e di Pugliapromozione, l’evento sarà un punto di incontro per produttori, buyer e professionisti interessati a scoprire le potenzialità dell’oleoturismo.

    Durante la manifestazione, esperti del settore guideranno i partecipanti attraverso sessioni pratiche per implementare il turismo dell’olio nelle loro attività, fornendo strumenti utili per attrarre turisti italiani e internazionali. Secondo il Rapporto sul Turismo dell’Olio, i visitatori apprezzano la possibilità di degustare olio evo abbinato a piatti locali (70%), assistere al processo produttivo (66%) e acquistare a prezzi competitivi (72%). L’esperienza si arricchisce ulteriormente con attività come cene tra gli ulivi e raccolta delle olive, un’opportunità per rafforzare il legame tra prodotto e territorio.

    EVOLIO Expo offrirà anche approfondimenti sui legami tra olio, salute e ambiente, con un focus sull’olio evo come “farmaco naturale” per una sana alimentazione. La presenza di stakeholder internazionali e masterclass pratiche completerà il ricco programma.

    L’oleoturismo si conferma così un settore chiave per promuovere la cultura dell’olio e favorire lo scambio tra produttori e acquirenti nei mercati globali.

    Cosa ne pensi dell’oleoturismo e delle opportunità offerte? Condividi la tua opinione nel form in basso!

  • Il progetto “Social farm” si conclude: un seminario per celebrare i risultati raggiunti

    Il progetto “Social farm” si conclude: un seminario per celebrare i risultati raggiunti

    Dopo due anni e mezzo di attività, il progetto Social farm giunge al termine, segnando un’importante tappa per l’agricoltura sociale in Sicilia. La cooperativa sociale ConSenso, capofila del progetto, organizza un seminario il prossimo 6 dicembre, alle ore 17:00, presso la tenuta Sant’Angela Merici in contrada Roccella, Caltanissetta. L’evento vedrà la partecipazione dei ragazzi coinvolti, delle loro famiglie, delle autorità cittadine e dei partner del progetto, tra cui le associazioni Amici del Cavallo 2, Progetto di Vita e la società agricola Lombardo Vini.

    Il ruolo dell’agricoltura sociale

    L’agricoltura sociale rappresenta una nuova frontiera nelle politiche sociali, coniugando tradizione e innovazione. Attraverso attività come la cura degli animali e il lavoro nei campi, il progetto ha promosso il benessere delle persone, specialmente quelle appartenenti a categorie fragili. Finanziato dalla Regione Siciliana con il programma PSR Sicilia 2014-2020, il progetto ha puntato su inclusione sociale, educazione ambientale e sostenibilità economica nelle zone rurali.

    Attività e laboratori

    Il percorso si è sviluppato attraverso numerosi laboratori, tra cui:

    • Onoterapia e ippoterapia con gli asini e i cavalli, in collaborazione con Amici del Cavallo 2.
    • Laboratori artigianali, come la lavorazione della ceramica raku.
    • Educazione ambientale e cura degli spazi verdi nella tenuta Sant’Angela Merici.
    • Educazione alimentare, grazie al coinvolgimento dell’azienda agricola Lombardo.

    Impatto sulla comunità

    Il progetto ha avuto un forte impatto sociale, coinvolgendo non solo i ragazzi del centro diurno ConSenso, affetti da autismo e disabilità psico-fisiche, ma anche le loro famiglie e la comunità locale. Inoltre, gli studenti dell’ITIS Mottura di Caltanissetta hanno partecipato attivamente, promuovendo un modello di integrazione che mette al centro le persone.

    Un modello per il futuro

    “Social farm” ha dimostrato come l’agricoltura possa diventare un mezzo per creare opportunità educative, percorsi lavorativi e benessere sociale. Grazie al lavoro congiunto dei partner, è stato possibile proporre soluzioni innovative che uniscono sviluppo economico e solidarietà.

    Sei stato colpito da questa iniziativa? Raccontaci la tua opinione lasciando un commento nel form qui sotto.

  • Agrivoltaico: un futuro sostenibile per agricoltura ed energia

    Agrivoltaico: un futuro sostenibile per agricoltura ed energia

    L’agrivoltaico è una tecnologia che integra produzione agricola e generazione di energia rinnovabile, rappresentando una soluzione strategica per la decarbonizzazione e la sicurezza energetica.

    Opportunità di sviluppo in Europa

    Un potenziale straordinario

    Secondo il Joint Research Centre della Commissione Europea, destinare solo l’1,06% della superficie agricola utilizzata all’agrivoltaico permetterebbe di raggiungere una capacità fotovoltaica installata di quasi 944 GW entro il 2030. Questo risultato supererebbe l’obiettivo europeo di 590 GW, offrendo un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2 senza compromettere le rese agricole.

    L’agrivoltaico in Italia: uno scenario in evoluzione

    Crescita e sfide del settore

    L’Italia si distingue per il suo forte interesse verso l’agrivoltaico. Tra i dati più rilevanti:

    • 16 GW di progetti nel 2023.
    • 920 milioni di euro richiesti nel bando PNRR del 2024.
    • Obiettivo di 22 GW di capacità installata entro il 2030, secondo Althesys.

    Tuttavia, la regolamentazione complessa e l’assenza di una chiara definizione normativa ostacolano una piena espansione. Le Linee Guida Mase sono un riferimento utile, ma è necessario un processo di coprogettazione agronomica e fotovoltaica per ottimizzare le configurazioni in base alle colture.

    Benefici economici e ambientali

    Investimenti sostenibili e resa agricola

    Nonostante una lieve perdita di superficie coltivabile (0,08% della SAU nazionale), i benefici superano i costi. Tra questi:

    • Risparmio idrico e ombreggiamento migliorano le rese agricole.
    • Oltre 320 milioni di euro derivanti dall’affitto dei terreni.
    • Contributo alla biodiversità grazie a studi trasversali che combinano agricoltura ed energia.

    L’agrivoltaico è quindi una risorsa cruciale per l’indipendenza energetica e la sostenibilità ambientale.

    La visione di ANIE Confindustria

    Un futuro Made in Italy

    Secondo Filippo Girardi, Presidente di ANIE Confindustria, l’agrivoltaico è essenziale per garantire sicurezza energetica e stabilità economica. Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili, sottolinea come questa sfida rappresenti un’opportunità per integrare le energie rinnovabili nel sistema energetico italiano, con un focus sul Made in Italy.

    Conclusioni

    L’agrivoltaico unisce tecnologia e sostenibilità, offrendo soluzioni concrete per il futuro di agricoltura ed energia. È il momento di superare le barriere normative e puntare su innovazione e ricerca e sviluppo per concretizzare il suo potenziale.

    E tu, cosa ne pensi dell’agrivoltaico? Lascia il tuo commento nel form qui sotto

  • Come evolve il food retail: valore, sostenibilità e nuove abitudini di consumo

    Come evolve il food retail: valore, sostenibilità e nuove abitudini di consumo

    Le nuove priorità dei consumatori: salute, sostenibilità e convenienza

    Durante il Food Retail Show 2024, tenutosi a Milano presso le Officine del Volo, EY ha presentato i risultati della seconda edizione dell’Osservatorio Food Court e il progetto Value for Food. Al centro dell’analisi emergono le priorità dei consumatori italiani: salute, sostenibilità e accessibilità economica. Secondo l’EY Future Consumer Index, il 39% dei consumatori mette al primo posto la convenienza, mentre il 23% privilegia la salute. Inoltre, il 68% degli intervistati considera la sostenibilità un requisito imprescindibile, e il 42% valuta l’impatto dei prodotti su salute e benessere.

    Il valore della collaborazione nella filiera agroalimentare

    Il progetto Value for Food di EY punta a creare valore lungo tutta la filiera agroalimentare italiana, stimolando una maggiore collaborazione strategica tra distributori e produttori. Come spiega Riccardo Passerini, leader di Consumer, Products and Retail Consulting di EY Italia, negli ultimi due anni sono stati coinvolti oltre 50 aziende in progetti pilota, dimostrando come l’attenzione a salute, sostenibilità e convenienza economica siano essenziali per rispondere alle esigenze dei consumatori.

    Food court: il cuore della nuova esperienza d’acquisto

    Un focus particolare è stato dedicato alle Food Court nei centri commerciali e nei luoghi di viaggio. Dall’Osservatorio emerge che il 30% dei clienti considera le piazze della ristorazione un motivo principale per frequentare i centri commerciali. Inoltre, nel settore travel retail, le Food Court rappresentano il 14% della superficie commerciale negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. I brand che operano in queste aree riportano margini più elevati rispetto ad altri contesti.

    Innovazione e sfide nel food retail

    L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra esperti e operatori del settore sul futuro del food retail, toccando temi quali innovazione, digitalizzazione, assortimenti e strategie per attrarre e valorizzare i talenti. Le sfide principali riguardano l’equilibrio tra sostenibilità e convenienza, nonché le opportunità legate alle nuove piazze della ristorazione.

  • Evolio expo 2025: l’eccellenza dell’olio d’oliva italiano in mostra a Bari

    Evolio expo 2025: l’eccellenza dell’olio d’oliva italiano in mostra a Bari

    Il valore dell’export italiano di olio d’oliva

    L’Italia è uno dei principali esportatori di olio d’oliva al mondo, con un fatturato che ha raggiunto 1,9 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2024. Grazie alla crescente domanda internazionale, l’export italiano è aumentato del 7% in volume e del 61% in valore, una crescita significativa che riflette la qualità e la tradizione del made in Italy. Tra i principali importatori, gli Stati Uniti si distinguono, rappresentando il 29% dei volumi e il 31% dei ricavi totali.

    Evolio expo: un evento per promuovere il made in Italy

    Dal 30 gennaio all’1 febbraio 2025, la Fiera del Levante a Bari ospiterà evolio expo, una fiera internazionale B2B organizzata da Senaf e sostenuta da importanti istituzioni pugliesi e dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio. L’evento punta a consolidare i rapporti tra produttori italiani e mercati esteri, offrendo un’occasione unica di incontro con buyer internazionali e operatori specializzati nel settore dell’olio d’oliva.

    L’eccellenza dell’olio italiano: qualità e diversità

    L’Italia vanta oltre 500 varietà di olive da olio e una ricca tradizione di oli extravergine con denominazione d’origine (42 Dop e 8 Igp), posizionando il nostro Paese come punto di riferimento per la qualità nel settore. Evolio expo sarà una vetrina d’eccezione per i produttori italiani, che avranno l’opportunità di mostrare l’unicità del loro olio, radicata nella tradizione e nella identità territoriale.

    Un’occasione di business e networking

    Oltre a promuovere i prodotti italiani, evolio expo faciliterà connessioni strategiche tra produttori, acquirenti e altre figure chiave del settore, come responsabili acquisti della grande distribuzione, esperti del mondo Ho.Re.Ca. e professionisti del settore fuori casa, inclusi chef e personale di sala. Questa rete di contatti permetterà di valorizzare ulteriormente il patrimonio olivicolo italiano e di ampliare le opportunità di business sui mercati globali.

    Formazione e aggiornamento per i professionisti del settore

    L’evento offrirà anche momenti di approfondimento per i professionisti attraverso convegni, corsi di formazione, panel test e talk dedicati all’oleoturismo. Saranno coinvolti associazioni, istituzioni, espositori e visitatori, creando uno spazio di confronto e crescita per tutto il settore.

    Il supporto di evolio expo per l’olio d’oliva italiano

    Secondo Gaetano Frulli, Presidente di Nuova Fiera del Levante, evolio expo sarà una piattaforma strategica per favorire il dialogo tra produttori e buyer e promuovere le eccellenze del nostro olio. “L’obiettivo è supportare le imprese italiane affinché possano competere sul mercato globale, valorizzando la qualità del nostro olio evo e rafforzando l’immagine dell’Italia come leader nel settore”.

    Italia: un protagonista del mercato internazionale

    Ivo Nardella, Presidente di Senaf, sottolinea l’importanza della cultura del Mediterraneo e della qualità come simbolo del made in Italy: “L’olio d’oliva italiano è molto più di un alimento, è un segno di storia e identità.” evolio expo rappresenta l’eccellenza della filiera olivicola italiana e rafforza la nostra presenza sui mercati globali.

  • Torino e il cibo: guida ai migliori street food e mercati cittadini

    Torino e il cibo: guida ai migliori street food e mercati cittadini

    Torino rientra tra le città più gettonate dai più giovani. In molti, infatti, decidono di trasferirsi nel capoluogo piemontese per iscriversi all’università oppure per trovare un impiego stabile e tuffarsi così nel mondo del lavoro.

    Questa città, infatti, può vantare non solo un florido tessuto economico, caratterizzato da svariate imprese e società che sono costantemente alla ricerca di personale, ma anche svariate università prestigiose che ogni anno attirano studenti provenienti da ogni dove.

    Ciò significa che potrebbe non essere semplice trovare stanze o case in affitto per studenti a Torino. Tuttavia, con un po’ di impegno e utilizzando i giusti canali è ancora possibile trovare varie soluzioni a un prezzo accessibile.

    Lo street food di Torino

    Dopo aver trovato la stanza in affitto studenti Torino più adatta alle proprie esigenze è bene informarsi sulla cultura gastronomica della città in modo da sapere cosa degustare una volta trasferiti. Ebbene, Torino è rinomata per la sua ricca tradizione culinaria che è possibile ritrovare nei piatti proposti dai numerosi ristoranti della città.

    Negli ultimi anni, però, il panorama culinario torinese ha visto l’emergere di una nuova tendenza: lo street food. Sempre più locali offrono cibo di strada, permettendo a chiunque di esplorare sapori nuovi in modo informale. Questi punti di ristoro propongono una vasta gamma di opzioni, dai classici della tradizione piemontese reinterpretati in chiave moderna, a specialità internazionali.

    Tra i migliori street food di Torino è possibile citare la Gofreria Piemonteisa eil Trapizzino, in cui è possibile gustare delle ottime specialità locali, o anche il Bigoi Past Food, un locale che fonde tradizione e modernità.

    I mercati gastronomici di Torino

    La città della mole è ricca di mercati gastronomici dove è possibile vivere l’atmosfera torinese e assaggiare i piatti tipici della cucina della città. Uno dei più conosciuti e apprezzati dai torinesi (e non solo) si trova a Porta Palazzo, situato in Piazza della Repubblica, e ospita il mercato all’aperto più grande d’Europa. Questo luogo è un caleidoscopio di colori e aromi, con bancarelle che offrono una vasta gamma di prodotti freschi, della frutta e verdura locali a specialità gastronomiche come formaggi, salumi e dolci. L’atmosfera è vivace e affollata, con il vociare allegro di venditori e clienti che riempie l’aria.

    Un altro mercato imperdibile è quello di Nanni, situato nel cuore del borgo San Paolo, che anima ogni giorno la via Dante di Nanni con diverse bancarelle alimentari. Dal lunedì al sabato, la Chiesa di San Bernardino da Siena fa da suggestivo sfondo a questo mercato, dove è possibile acquistare una ricca varietà di prodotti freschi e specialità locali, dalle verdure di stagione ai formaggi, dai salumi ai dolci artigianali.

    È possibile citare, poi, il Mercato Centrale, che permette di immergersi in un vero e proprio viaggio tra gli artigiani del gusto. Provenienti da ogni angolo d’Italia, questi maestri del cibo portano con sé tutta la loro esperienza e passione, offrendo una vasta gamma di prodotti e sapori autentici. Ogni stand rappresenta un piccolo angolo di eccellenza culinaria e permette di gustare i piatti tipici regionali senza muoversi da Torino.

  • Quattro giorni per celebrare il Prosciutto di Carpegna DOP

    Quattro giorni per celebrare il Prosciutto di Carpegna DOP

    Dal 18 al 21 luglio, Carpegna ospita cene, degustazioni, talk show e musica per celebrare il Prosciutto di Carpegna DOP, un’eccellenza dell’enogastronomia mondiale. Obiettivo: il panino più lungo del mondo, puntando a 100 metri.

    La storia che rende il Carpegna speciale

    Le prime testimonianze del prosciutto di Carpegna risalgono al XV secolo. Grazie alla sua posizione geopolitica e al microclima ideale, questo prosciutto ha radici storiche che arrivano fino ai giorni nostri.

    Il record del “Paninone”

    A Carpegna, il “Paninone” è il protagonista. Dopo aver raggiunto 80 metri nelle edizioni precedenti, quest’anno si punta a un panino lungo 100 metri, farcito con Prosciutto di Carpegna.

    Il programma della festa

    Giovedì: Apertura ai Giardini di Mezzanotte con degustazioni di vini e una cena esclusiva.

    Venerdì: Serata di divertimento con stand gastronomici, musica dal vivo e dj set.

    Sabato: Laboratori, mercatini e degustazioni al mattino; tornei ed escursioni nel pomeriggio; serata con musica e stand gastronomici.

    Domenica: MotoProsciuttata, laboratori, trekking e il tentativo di record del “Paninone”.

  • Trapani verso il riconoscimento UNESCO come città creativa per la gastronomia (foto)

    Trapani verso il riconoscimento UNESCO come città creativa per la gastronomia (foto)

    Trapani, 28 giugno 2024 – Ha preso ufficialmente il via il percorso di candidatura della provincia di Trapani al network UNESCO delle città creative per la gastronomia. Questo rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare l’area della Sicilia occidentale, i suoi prodotti unici e le professionalità presenti.

    Un progetto condiviso per un futuro migliore

    Nelle ultime settimane, il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale ha organizzato incontri di presentazione per condividere il progetto di candidatura con rappresentanti istituzionali, associazioni di settore e operatori turistici. Il progetto ha suscitato grande interesse e partecipazione, promettendo di migliorare le prospettive in vari ambiti, non solo enogastronomici, ma anche sociali, culturali e occupazionali.

    Unione di forze per una visibilità internazionale

    Comuni, Polo Universitario, Asp, Camera di Commercio, Libero Consorzio Comunale di Trapani e molti soggetti privati hanno manifestato il loro supporto all’iniziativa. Questa rappresenta un’importante opportunità di visibilità internazionale e di rilancio per la provincia.

    Un percorso ambizioso verso il 2025

    Il percorso di candidatura prevede diverse tappe che si concluderanno nel maggio del 2025, quando il dossier verrà presentato alla Commissione nazionale italiana UNESCO. Attualmente, in Italia, solo Parma, Alba e Bergamo fanno parte delle città creative per la gastronomia del network UNESCO.

    Un progetto di visione e sviluppo sostenibile

    “L’obiettivo è ambizioso, ne siamo consapevoli. Vogliamo unire tutto il grande patrimonio culturale enogastronomico della nostra terra e valorizzarlo con un progetto di visione in base ai valori che UNESCO persegue e che possiamo ritrovare nell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,” ha commentato Rosalia D’Alì, presidente del Distretto della Sicilia Occidentale.

    Il supporto degli amministratori locali

    Gli amministratori comunali che hanno aderito al progetto riconoscono l’importanza di questa tappa per la crescita della provincia. Con il riconoscimento UNESCO, Trapani potrà fare un significativo passo avanti in termini di visibilità e credibilità a livello nazionale e internazionale.

    La guida di esperti nel processo di candidatura

    A coordinare il progetto di candidatura sarà Cristiano Casa di PA Studio, che ha seguito la candidatura di Parma a città creativa della gastronomia UNESCO nel 2015, collaborando alla nascita del Distretto della Città Creative della Gastronomia italiane.

    Il percorso di candidatura di Trapani a città creativa per la gastronomia UNESCO rappresenta un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio enogastronomico della Sicilia occidentale, unendo le forze di istituzioni, associazioni e privati per un obiettivo comune di sviluppo e visibilità internazionale.

  • Misure straordinarie per l’agricoltura: cassa integrazione per il caldo eccezionale

    Misure straordinarie per l’agricoltura: cassa integrazione per il caldo eccezionale

    Quarantadue gradi in Sicilia e 40 in Puglia (Bari e Foggia). Queste sono le temperature previste per il weekend, dieci gradi in più rispetto alla media stagionale. L’ondata di caldo eccezionale sta mettendo a dura prova l’intero settore agricolo.

    Emendamento al Dl Agricoltura

    Un nuovo emendamento al Decreto Legge Agricoltura, attualmente all’esame della Commissione, prevede il potenziamento degli ammortizzatori sociali anche per il settore agricolo. Questa misura è stata introdotta per fronteggiare le difficoltà causate dal caldo estremo, che rende impossibile lavorare in sicurezza nei campi.

    Cassa integrazione per gli operai agricoli

    Per gli operai agricoli a tempo indeterminato, la cassa integrazione guadagni (Cig) potrà essere richiesta in caso di sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa. Questa misura include anche riduzioni fino alla metà dell’orario contrattuale. Si tratta di un provvedimento importante per tutelare la salute dei lavoratori e garantire un sostegno economico in un momento di crisi climatica.

    La necessità di misure straordinarie

    L’emergenza climatica richiede interventi rapidi e adeguati. Il settore agricolo, già vulnerabile, è particolarmente esposto alle variazioni climatiche estreme. Potenziare gli ammortizzatori sociali è un passo necessario per proteggere i lavoratori e garantire la continuità delle attività agricole in condizioni di sicurezza.

  • MAGMA: L’Expo che celebra Mozzarella e Agricoltura sbarca a Salerno

    MAGMA: L’Expo che celebra Mozzarella e Agricoltura sbarca a Salerno

    Salerno si prepara ad ospitare la prima edizione di MAGMA, la Mostra Alimentare Gastronomica della Mozzarella e dell’Agricoltura, un evento unico nel suo genere che promette di diventare un punto di riferimento per il settore alimentare e agricolo italiano. La conferenza stampa di lancio è prevista per domani, mercoledì 3 aprile 2024, alle ore 11:00, presso la sala riunioni della BCC Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino, in Corso Vittorio Emanuele n. 24/26 a Salerno.

    Donato Alfani, l’ideatore e Project Manager dell’Expo, insieme alla Direzione della BCC Capaccio Paestum e Serino, sveleranno i dettagli e il programma di questa iniziativa che prende vita al Next (Ex Tabacchificio – via Cafasso 21) di Paestum dal 5 al 7 aprile 2024, con ingresso libero. L’evento si estenderà su circa 7mila metri quadri, offrendo ai visitatori un’immersione completa nelle eccellenze del territorio, dalla produzione alla tavola.

    MAGMA non sarà solo una mostra, ma un vero e proprio festival che abbraccia tutte le sfaccettature del mondo gastronomico e agricolo, dalle dimostrazioni di filatura della mozzarella a veri e propri show culinari, senza dimenticare spazi dedicati al networking e all’aggiornamento professionale con convegni, workshop e presentazioni sulle ultime novità e tendenze del settore.

    L’evento gode del sostegno di partner di prestigio come Confagricoltura, Palumbo & Partners Adv, la Federazione Italiana Cuochi e l’Unione Regionale Cuochi della Campania, oltre a collaborazioni con associazioni di categoria, ordini professionali, università ed enti istituzionali. Questo vasto network di collaborazioni garantisce a MAGMA un profilo di alto livello, destinato ad attrarre non solo il pubblico italiano ma anche la stampa estera specializzata, contribuendo a diffondere il valore del Made in Italy nel mondo.

    Salerno e il suo territorio sono pronti ad accogliere questo evento esclusivo, che promette di offrire non solo una vetrina d’eccellenza per produttori e artigiani, ma anche un’esperienza indimenticabile per tutti gli appassionati di gastronomia e cultura alimentare italiana.

  • LA RACCOLTA DELLE OLIVE E LE TRADIZIONI COLLEGATE

    LA RACCOLTA DELLE OLIVE E LE TRADIZIONI COLLEGATE

    NEL CALENDARIO DI MONTESANO S/M 2024 DEL CENTRO STUDI E RICERCHE “RADICI”

    Torna il Calendario di Montesano sulla Marcellana, prodotto dal Centro Studi e Ricerche “Radici”. La presentazione dell’edizione 2024 del Calendario si è svolta presso il Palazzo Municipale di Montesano, alla presenza tra gli altri del Sindaco Giuseppe Rinaldi e del Presidente del Centro Studi di Montesano Angelo Sica.

    Attraverso l’ormai familiare ed inconfondibile stile grafico, e grazie alle consuete approfondite ricerche svolte dal Centro Studi e Ricerche Radici, il Calendario 2024 arricchisce lo studio del territorio di Montesano sulla Marcellana portando sotto i riflettori la raccolta e la macinazione delle olive. Vengono presi in esamei luoghi nei quali erano messe a dimora le piante di ulivo e le operazioni di raccolta dei frutti. Le raccoglitrici, un tempo solo donne, per questa occasione indossavano i pantaloni dei fratelli e dei padri (se ancora ragazze) o dei mariti (se sposate). Di sera si dedicavano alla cernita “cù cirnicchy”, per separare le olive dalle foglie, e alla fine le deponevano nei sacchi, pronte per la macerazione.

    Le donne non raccoglievano le olive solo a Montesano maanche in Cilento e in Basilicata, al seguito dei mariti per la transumanza. Alcune di loro andavano addirittura in Puglia, dove rimanevano per tutto il periodo della raccolta, come si evince dal canto “Femminy Jammy”.

    Nella frazione di Arenabianca erano funzionanti anche tre “trappity” (frantoi) per la macinazione delle olive, con macina e pompa idraulica, ormai scomparsi.

    Nella seconda parte del Calendario 2024 vengono presi in esame diversi argomenti: la resa delle olive, i luoghi di conservazione dell’olio (ad esempio le pile di pietra), e le sue modalità di utilizzo: come condimento ma anche per alimentare le lampade, e ancora come olio consacrato o addirittura per ungere la gola ai bambini nella festività di San Biagio. Le ultime due pagine sono dedicate alla parità di genere (un sogno ancora lontano per le raccoglitrici) e all’abbandono dei terreni e degli oliveti da parte dei contadini in cerca di fortuna nel nord Italia o all’estero.

    Il Calendario 2024 è stato realizzato grazie al contributo del Comune di Montesano SM e della BCC Magna Grecia. Oltre a quello del Comune di Montesano gode dell’Alto Patronato dell’Unicef (Comitato Regionale Campano) e del Parco Nazionale del CilentoVallo di Diano ed Alburni. Come sempre sarà distribuito gratuitamente alle Scuole e alle Famiglie di Montesano, alle Istituzioni locali e provinciali,alle Associazioni del territorio e a tutti coloro che ne faranno richiesta.

  • La Doria: RISULTATI POSITIVI PER LA CAMPAGNA DEL POMODORO 2023

    La Doria: RISULTATI POSITIVI PER LA CAMPAGNA DEL POMODORO 2023

    Trasformate 250.000 tonnellate di pomodoro 100% italiano: +4,2% rispetto al 2022, nonostante le condizioni climatiche avverse.

    Importanti risultati anche per i progetti di sostenibilità ambientale e sociale avviati dal Gruppo.

    Angri (SA), 22 novembre 2023 – La Doria Spa, Gruppo leader nella produzione di derivati del pomodoro, sughi, legumi e succhi di frutta a marchio della Grande Distribuzione, ha concluso con risultati positivi la campagna del pomodoro 2023, con un +4,2% di materia prima processata rispetto al 2022, nonostante le pesanti difficoltà legate al clima e al costo della materia prima in sensibile aumento.

    Pur considerando queste problematiche, La Doria ha infatti trasformato 250.000 tonnellate di pomodoro 100% italiano contro le 239.400 del 2022. La Linea Pomodoro – che comprende Polpa e Pelati, Passate e Pomodorini – rappresenta per il Gruppo uno dei rami centrali del suo portafoglio: La Doria è infatti il primo produttore europeo di pelati e polpa di pomodoro nel segmento retail, ramo che ha permesso di generare nel 2022 vendite per 224 milioni di euro, in crescita rispetto ai 180,7 milioni di euro del 2021.

    Durante la campagna, il pomodoro viene raccolto da 20 associazioni che rappresentano circa 300 imprese agricole, con cui La Doria ha rapporti solidi e costanti e che operano in Campania, Puglia, Basilicata, Lazio e Molise per poi essere conferito e lavorato entro 12 ore negli stabilimenti dedicati del Gruppo situati ad Angri, Sarno, Fisciano e Lavello nel Potentino. Quest’anno per la trasformazione sono stati inoltre impiegati circa 800 lavoratori stagionali.

    I risultati de La Doria sono ancora più significativi considerato il contesto problematico per l’intero settore a livello nazionale, che ha registrato un totale di 5,4 milioni di tonnellate processate, in lieve diminuzione rispetto ai circa 5,5 milioni del 2022 (-1.3%) ed elevati costi di produzione anche per via del prezzo della materia prima in forte aumento. La campagna quest’anno è iniziata in ritardo di circa 10 giorni soprattutto a causa delle forti piogge di maggio e giugno, che hanno ritardato i trapianti, e si è conclusa nella prima settimana di novembre, un ritardo che ha impattando negativamente sulla disponibilità di pomodoro.

    Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti dal Gruppo nel 2023: eravamo consapevoli delle incertezze legate alla campagna del pomodoro dovute alle incognite climatiche e all’aumento dei prezzi, ma grazie alle capacità produttive di La Doria e alle relazioni solide che da anni manteniamo con le imprese agricole, siamo riusciti addirittura a migliorare i risultati del 2022.” – ha dichiarato il CEO del Gruppo La Doria Antonio Ferraioli, che ha così proseguito: “Questo traguardo è stato ottenuto grazie al nostro modello di filiera integrata, dal seme al prodotto finito, sostenibile e responsabile. A questo proposito abbiamo raggiunto importanti risultati anche sui progetti di sostenibilità ambientale legati all’Agricoltura 4.0 e allo sviluppo della biodiversità, nonché sulle nuove iniziative di sostenibilità etico-sociale avviate. Per noi è importante affiancare la nostra parte agricola in progetti che pongono al centro l’ambiente e le persone, attraverso i quali vogliamo farci promotori della cultura della legalità e della sostenibilità in agricoltura nel Centro Sud Italia”.

    La Doria, infatti, attraverso la stretta collaborazione e il continuo confronto con i fornitori partner, segue da vicino tutte le fasi di coltivazione del pomodoro, dalla semina al trapianto, fornendo semi selezionati e garantendo la qualità, la tracciabilità e la sostenibilità del processo anche attraverso servizi di consulenza agronomica. Il progetto pilota di Agricoltura 4.0, grazie a sensori posizionati nei campi, ha permesso di raccogliere dati su elementi dell’atmosfera quali umidità ed evapotraspirazione, poi elaborati con intelligenze artificiali con lo scopo di ridurre gli sprechi di acqua e limitare l’utilizzo di pesticidi: l’applicazione delle tecniche di Agricoltura 4.0 sulle otto aziende coinvolte ha portato ad una riduzione del 40% dell’utilizzo di acqua e del 20% dei pesticidi. Con l’obiettivo di promuovere la biodiversità, il Gruppo ha inoltre finanziato la creazione di corridoi fioriti in 13 aziende agricole nei pressi dei campi di pomodoro per attirare insetti e uccelli impollinatori, indispensabili per il mantenimento e il benessere di tutto l’ecosistema.

    Sul fronte della sostenibilità etico-sociale, sono stati avviati nel 2023 due nuovi progetti pilota, a riprova dell’impegno della società per una filiera del pomodoro responsabile. Nello specifico, il Working Hours Project, finalizzato al tracciamento digitale delle ore di lavoro, ha permesso di monitorare il tempo di lavoro delle persone impegnate nella raccolta meccanica in alcune selezionate aziende agricole, a tutela degli interessi dei lavoratori stessi. Il progetto Worker Voice Project ha dato invece voce ai lavoratori di 80 aziende agricole attraverso questionari specifici per verificare le condizioni di lavoro e la consapevolezza su diritti e normative.

    È stato inoltre confermato anche quest’anno il progetto Rosso d’Estate, che coinvolge ragazzi provenienti da scuole tecniche superiori del territorio dando loro l’opportunità di un’esperienza lavorativa in azienda durante la campagna di trasformazione del pomodoro finalizzata all’assunzione delle persone più meritevoli. Dall’inizio del progetto nel 2010 sono stati assunti 374 giovani, di cui 66 con contratti a tempo indeterminato, inclusi i 44 ragazzi coinvolti nella sola campagna 2023, 12 dei quali, al termine del periodo di trasformazione, sono stati inseriti in azienda con contratti a tempo determinato.

    Il Gruppo intende portare avanti nei prossimi anni le iniziative di sostenibilità con lo scopo di coinvolgere ancora più lavoratori e aziende agricole e avere un impatto positivo significativo sul comparto pomodoro e più in generale sul sistema agricolo nazionale.