Applicare lo stock picking in un contesto di forte volatilità

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR

Milano, 26 luglio 2022 – Le problematiche relative alla catena di approvvigionamento, recrudescenze del virus, inflazione, rialzo dei tassi di interesse, crisi di Governo e soprattutto l’invasione russa dell’Ucraina sono stati fattori che hanno esercitato un forte impatto negativo sull’andamento dell’intero mercato azionario europeo.

Considerando l’inflazione nell’area euro, se ne registra un deciso aumento e pressioni inflazionistiche hanno effetti negativi trasversali poiché viene inficiata la capacità di mantenere sia una buona marginalità sia una buona redditività da parte di tutte le aziende.

Il perdurare del conflitto russo-ucraino porta con sé ripercussioni sulle forniture europee di gas e difficoltà in tal senso implicano un ulteriore aggravio dei costi energetici finanche ad osservare la possibilità che diverse Nazioni europee (come la Germania ad esempio) possano intraprendere una politica di razionamenti.

La tematica relativa alle difficoltà della catena di approvvigionamento con un suo conseguente riassetto interesserà tutte le imprese anche per i prossimi mesi e risulta probabile continuare ad osservare una ulteriore erosione dei margini.

Importante inoltre sarà verificare le mosse che la BCE attuerà al fine di contenere le pressioni inflattive ed iniziare ad avere contezza di cosa sia e di come possa essere utilizzato il nuovo strumento “TPI” (Transmission Protection Instrument).

In un siffatto contesto, risulta strategico investire in aziende che possano, nel medio-lungo termine, offrire un rendimento decorrelato da quello del mercato. Si tratta di società in fase di profonda ristrutturazione, il cui corso azionario è stato fortemente penalizzato ma che posseggono del valore fondamentale inespresso. Chiamiamo queste aziende “Special Situations”.

Si cita ad esempio Philips, azienda olandese leader a livello mondiale in due settori: imaging diagnostico cardiovascolare e macchinari di supporto per l’apnea notturna (Respironics).

A seguito della Pandemia, i macchinari Respironics sono stati utilizzati anche per curare i disturbi derivanti dal Covid. A giugno 2021 si sono registrati i primi effetti avversi quali rash cutanei, asma allergica e/o bronchiti a seguito di una reazione chimica tra i prodotti utilizzati per la pulizia del macchinario ed il particolato della schiuma fonoassorbente dello stesso. Come conseguenza, l’azienda aveva immediatamente deciso di interrompere la produzione di tali macchinari e di iniziare un’azione di richiamo su scala globale.

Le fasi del recall si dividono in riparazione o sostituzione. L’ammontare dei macchinari oggetto di richiamo è pari a 5,5 milioni di unità e Philips prevede di riuscire a consegnare i kit di riparazione o di effettuarne la sostituzione per il 90% delle macchine entro la fine del 2022.

Dall’inizio della questione, la FDA ha iniziato ad indagare l’eventuale cancerogenicità del particolato ed i primi risultati di tali test saranno disponibili dal secondo semestre 2022. Il rischio concreto è quello di una class action qualora dovesse essere dimostrata la correlazione tra il particolato e lo sviluppo di tumori.

Il titolo risulta molto penalizzato a causa della situazione di grande difficoltà aziendale poiché non solo è stata chiusa un’intera business unit ma si stanno sostenendo importanti costi extra, rischio di un’azione legale, pressioni inflattive, Zero Covid Policy in Cina e strozzature della supply chain che fanno emergere dubbi sulla capacità di approvvigionamento sia per garantire la tempistica promessa dal management per la risoluzione della questione Respironics sia la consegna di componenti necessari alla produzione di macchinari delle varie linee di business.

Osservando quelli che invece possono essere considerati i punti di forza si può certamente notare la posizione di leadership in un mercato ad elevata intensità di capitale come è quello dell’imaging 3D, con competenze scientifiche molto sofisticate atte a motivare la leadership nell’imaging cardiovascolare. Va segnalato il possesso di tecnologie esclusive e dell’applicazione di intelligenza artificiale nell’effettuare le diagnosi. Inoltre, occorre considerare la capacità dell’azienda di ribaltare buona parte dell’aumento dei prezzi sul cliente finale.

In data 25 luglio 2022 la Società ha presentato i conti relativi al primo semestre, l’impatto dei fattori negativi sopra esposti è stato considerevole sui conti ed il mercato ha penalizzato Philips con un ribasso del 10%. Riassetto della catena di approvvigionamento e dinamica delle chiusure in Cina sono da noi ritenute tematiche transitorie che non minano il valore attualmente inespresso della Società.

Buona marginalità, resilienza, brevetti e vendite in un mercato di nicchia ci portano a constatare che Philips, nonostante la doppia situazione incerta alla quale è sottoposta (a livello aziendale e livello macroeconomico), presenta delle valutazioni che riteniamo attraenti.

Il grafico sopra riportato mostra l’andamento storico del rapporto P/E e si evince come la Società sia attualmente più penalizzata anche rispetto all’inizio della Pandemia nel 2020.

Tutte queste considerazioni ci portano a ritenere l’azienda una Special Situation.

Pubblicato
Categorie: Economia

Di Redazione

Se anche tu vuoi avere voce su Italia News invia i tuoi comunicati a notizie@italia-news.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Don`t copy text!