AIPB: +6,8% la crescita media annua delle masse per il prossimo biennio

Andrea Ragaini Presidente AIPB
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XVIII Forum del Private Banking AIPB

FIDUCIA, INNOVAZIONE, PROTEZIONE: IL VALORE DELLA CONSULENZA PRIVATE

  • La fiducia che le famiglie ripongono nell’industria Private, l’innovazione nel modello di servizio e nelle soluzioni di investimento per la protezione del patrimonio rappresentano gli elementi fondanti del successo del Private Banking
  • Dal 2007 le masse riconducibili alle famiglie servite dal Private Banking hanno registrato una crescita significativa (CAGR +6,6%), superiore alla crescita della ricchezza italiana che si è fermata all’1,4%
  • Nel primo semestre 2022, il Private Banking ha raccolto 42 miliardi di euro (pari al 4,1% degli asset totali vs -0,2% degli operatori retail)
  • Si stima che le masse in gestione si attesteranno a € 949 miliardi a fine 2022 e supereranno i mille miliardi nel 2024, grazie a una crescita media annua attesa per il biennio del 6,8% (vs +2,7% degli operatori retail)
  • Le sfide per il futuro: rendere il settore attrattivo per le giovani generazioni di professionisti; trasferire la fiducia guadagnata alle future generazioni di clienti; investire nella tecnologia e nell’uso dei dati per far evolvere e innovare il modello di servizio; ampliare gli ambiti di protezione del patrimonio dal risparmio finanziario alla persona e alla famiglia

Milano, 22 novembre 2022 – AIPB, Associazione Italiana Private Banking, apre domani i lavori della XVIII edizione del Forum del Private Banking “Fiducia, Innovazione e Protezione. Il valore della consulenza Private”, l’appuntamento annuale che riunisce Istituzioni, operatori di settore e stakeholder per un approfondimento sulle nuove sfide del settore.

Fiducia, innovazione e protezione sono gli elementi fondanti del Private Banking, un modello di servizio basato sulla gestione professionale del patrimonio delle famiglie. Dal nostro osservatorio sulla clientela Private, il tratto distintivo della fiducia, guadagnata nel tempo attraverso ascolto e attenzione ai bisogni, è frutto della vicinanza continua nella gestione dei patrimoni per l’83% dei clienti. La capacità di innovazione del settore è riconosciuta come un punto di forza dall’88% delle famiglie Private, che considerano distintiva l’offerta di soluzioni di investimento sempre all’avanguardia per ampiezza e personalizzazione. Un’attività accompagnata dallo sviluppo della diversificazione degli strumenti e da un allungamento degli orizzonti temporali di investimento, che ha favorito la protezione dalla volatilità dei mercati dei patrimoni nel tempo, valore centrale per l’86% dei clienti.

Andamento dell’Industria del Private Banking e le future sfide

Dal 2007, anno in cui il Private Banking ha cominciato a misurarsi, il settore ha registrato una crescita costante (CAGR consolidato a giugno 2022 +6,6%), superiore a quello della ricchezza italiana (+ 1,4%) e del PIL (- 0,3%). Una crescita che evidenzia la capacità dell’Industria di affrontare e superare con successo le fasi critiche legate ai cicli economici e alle fasi alterne dei mercati. In un anno complesso come il 2022, l’Industria ha comunque segnato risultati positivi evidenziando,nel primo semestre, una nuova raccolta del 4,1% degli AUM, dato che si confronta con la variazione del -0,2% degli operatori retail.

Glioperatori Private sono convinti che, nonostante un peggioramento atteso per l’economia italiana, il settore del Private Banking potrà registrare nei prossimi 12-18 mesi un miglioramento delle sue prospettive.

In questo quadro, a partire dalle previsioni sullo scenario economico finanziario, si stima che gli asset in gestione del Private Banking a fine 2022 si attesteranno a € 949 miliardi e supereranno i mille miliardi entro il 2024, raggiungendo € 1.084 miliardi grazie a una crescita media annua del 6,8% (vs +2,7% degli operatori retail).

Il Private Banking dovrà comunque confrontarsi, nei prossimi anni, con le sfide che ruotano attorno ai tre elementi fondativi che hanno rappresentato le basi del suo successo: fiducia, innovazione e protezione.

Mettendo in fila i principali ambiti di azione necessari per confermare il successo del modello di servizio del Private Banking, gli operatori hanno messo al primo posto (68% degli associati di AIPB) la capacità di rendere il settore attrattivo per le giovani generazioni da affiancare ai professionisti con esperienza. La rilevazione effettuata ogni biennio sulla composizione per età dei banker mostra una riduzione dei professionisti tra i 30 e i 40 anni dal 21% del 2012 al 13% del 2020 e contemporaneamente una salita del peso della fascia tra i 50 e 60 dal 27% al 41%.

Al secondo posto (61% degli associati), la capacità di trasferire la fiducia guadagnata alle future generazioni di clientela. Tipologie di clienti che per l’89% degli associati AIPB impiegherà la propria ricchezza in modo sostanzialmente differente rispetto alle generazioni precedenti. È una convinzione giustificata dalle evoluzioni in atto in ambito sociale e culturale che vedono in prospettiva, ad esempio, più donne tra i decisori finanziari; clienti nativi digitali abituati all’utilizzo di vari canali per entrare in relazione con la banca e che considerano un prerequisito un’operatività on line completa, veloce ed efficiente; maggiore mobilità della clientela; maggiore interesse per investimenti innovativi e nuove tipologie di professionisti.

Al terzo posto (43% degli associati), emerge la tecnologia come motore di innovazione del servizio per meglio conoscere i bisogni della clientela e fornire soluzioni adeguate. Il 93% degli operati di Private Banking prevede, infatti, una accelerazione degli investimenti nei processi di innovazione.

Al quarto posto, la tutela del patrimonio nel tempo (25% degli associati), sulla quale avranno un impatto le evoluzioni degli assetti familiari, l’allungamento della speranza di vita, la riduzione del welfare pubblico e gli impatti di percorsi professionali meno definiti. Il 96% degli operatori di Private Banking registra che la percezione dei rischi da parte delle famiglie Private si è affinata ed è cresciuto il numero di coloro che pensano sia necessario coprirsi dai rischi prima di ragionare sulla gestione degli investimenti (64% della clientela), rispetto a coloro che ritengono il loro patrimonio sufficiente per proteggersi dagli imprevisti che possono avere un forte impatto sul patrimonio familiare (51% della clientela). Una protezione che la maggioranza dei clienti del Private Banking gradirebbe affidare alla propria banca (54%).

“Anche in un anno straordinariamente complesso come il 2022, il Private Banking ha saputo proseguire nel suo virtuoso percorso di crescita. L’ulteriore sviluppo dell’Industria continuerà a fondarsi sulla centralità della consulenza e del Private Banker e sugli elementi chiave che ne hanno determinato il successo: fiducia, innovazione e protezione” ha dichiarato il Presidente di AIPB, Andrea Ragaini. “Guardiamo al futuro consapevoli della solidità del nostro modello di business e della capacità del Private Banking di rispondere alle nuove sfide che ci attendono in un mondo in profonda evoluzione economica, culturale e sociale. Dovremo continuare a lavorare con impegno per preservare la fiducia guadagnata nel tempo, trasferendola alle future generazioni di clienti e proseguire nel percorso di innovazione di servizio e di prodotto, sviluppando anche nuove soluzioni per rispondere al bisogno di protezione sempre più presente nei nostri clienti. Sono certo che l’industria saprà vincere queste sfide e continuare a crescere con il senso di responsabilità che da sempre caratterizza un settore che ha come scopo quello di preservare una risorsa strategica per il Paese come il Risparmio delle famiglie”.

Fabrizio Greco, Vicepresidente AIPB, ha dichiarato:“Come Associazione siamo fermamente convinti che la cultura finanziaria e la formazione dei nuovi talenti sia essenziale per l’ulteriore sviluppo del Private Banking. Continueremo quindi a impegnarci su questo fronte promuovendo iniziative mirate, come il master in Private Banking & Wealth Management, pensate per agevolare l’ingresso nell’Industria della prossima generazione di professionisti. Sviluppare le competenze professionali dei nuovi talenti e promuovere politiche volte a sostenere diversity, equity e inclusion, ci consentirà di proseguire nel percorso di innovazione intrapreso e al contempo di arricchire l’offerta per gli investitori di domani”.

“AIPB ha un ruolo economico e sociale, ma anche istituzionale” ha concluso il Vicepresidente AIPB, Andrea Ghidoni. “Servono interventi strutturali sul mercato dei capitali che introducano incentivi e regole e che consentano all’industria di rispondere al meglio alle esigenze di protezione e sviluppo del patrimonio delle famiglie. La nostra Associazione si è più volte soffermata sulle azioni che si potrebbero intraprendere: l’ulteriore sviluppo dei Private Market potrebbe, per esempio, portare benefici non solo ai nostri clienti, ma al sistema Paese nel suo complesso. Continueremo quindi a lavorare in questa direzione, partecipando alle Consultazioni Pubbliche su molteplici temi strategici per il settore per contribuire così alla costruzione di una regolamentazione sempre più al passo con i tempi”.


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