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1 italiano su 4 over 70 ha la cataratta: diagnosi, cure e trattamenti innovativi

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cataratta

Ogni anno nel nostro Paese si eseguono all’incirca 500.000 interventi di cataratta, una patologia che quindi colpisce 1 italiano su 4 dopo i 70 anni di età e che è davvero molto diffusa a livello mondiale.

Oggi questo intervento è assolutamente standardizzato e la percentuale di complicanze è ridotta a meno del 3%. Negli ultimi anni le metodiche innovative di intervento di cataratta hanno consentito di migliorare notevolmente i risultati e nella maggior parte dei casi di ridurre moltissimo o addirittura evitare l’uso degli occhiali dopo l’intervento.

Cerchiamo di capire come si riconosce questa patologia e quali sono i metodi migliori per curarla.

Diagnosticare la cataratta

La cataratta è la graduale opacizzazione del cristallino, cioè della lente naturale dell’occhio umano che focalizza i raggi luminosi provenienti da qualsiasi distanza sulla retina, la quale invia l’informazione ricevuta al cervello. La causa della cataratta è da ricercare nell’invecchiamento dei tessuti e nell’ossidazione delle proteine che costituiscono la struttura del cristallino. Il soggetto nel quale sta insorgendo la cataratta si accorge che la vista diventa poco a poco più annebbiata, i colori più sbiaditi, la visione notturna più difficoltosa.

La cataratta si sviluppa lentamente e senza manifestazioni dolorose, in uno o in entrambi gli occhi, anche se di norma avviene in modo asimmetrico. Il sintomo più comune è l’annebbiamento della visione. Il soggetto avverte difficoltà a distinguere gli oggetti poco o troppo illuminati, le fonti luminose appaiono poco definite nei contorni, i colori sembrano meno vivaci. Si può manifestare una variazione refrattiva, cioè la comparsa di una miopia prima inesistente, il peggioramento della miopia già presente, l’improvvisa capacità di lettura senza lenti accompagnata a una riduzione visiva da lontano. In alcuni casi si può avere una vista apparentemente normale in condizioni di luce fioca e grande difficoltà visiva in ambiente molto illuminato. Nei casi di cataratta molto evoluta, la difficoltà a distinguere gli oggetti diventa estrema e l’intervento indispensabile ed urgente.

Cataratta: intervento, cura e trattamento: le novità.

A oggi non esistono terapie mediche per evitare la comparsa o l’evoluzione della cataratta, il trattamento è esclusivamente chirurgico.

L’intervento di cataratta si esegue in anestesia topica e non richiede degenza. Le probabilità di avere successo sono superiori al 97%, soprattutto se ci si affida a strutture di alto livello, in grado di effettuare l’intervento considerandolo un atto di chirurgia refrattiva, utilizzando tecniche e strumenti innovativi ed avendo come obiettivo la miglior riabilitazione visiva e funzionale del paziente.

L’intervento si esegue con tecnica microchirurgica o con laser a femtosecondi. In entrambi i casi, si dissolve il cristallino naturale opacato e inefficiente e si sostituisce con un cristallino artificiale (IOL) di potere adeguato a ottimizzare la visione.

La tecnica microchirurgica classica prevede l’esecuzione di incisioni manuali, la successiva frammentazione del cristallino con ultrasuoni ed infine l’impianto del cristallino artificiale. La tecnica con femtolaser (FLACS) impiega una luce infrarossa rapida ad alta precisione che produce un effetto di fotodissezione (taglio) dei tessuti. L’azione del laser è estremamente efficace ed è guidata da un computer, sotto la diretta supervisione del chirurgo. I vari passaggi sono standardizzati ed eseguiti in sequenza: dapprima si praticano i tagli di accesso, precisi e di dimensioni ridotte, per ridurre al minimo l’astigmatismo postoperatorio ed eventualmente trattare un astigmatismo preesistente. Successivamente si pratica la capsulotomia e la frammentazione del nucleo del cristallino. La fase finale prevede l’impiego dell’apparecchiatura microchirurgica classica e l’impianto del cristallino artificiale.

Il risultato dell’intervento di cataratta consiste nel ripristino di una visione nitida, nella correzione di problemi visivi quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e nella possibilità di avere una buona visione contemporaneamente da vicino e da lontano.

Cataratta secondaria e trattamento

A distanza di mesi o anni dall’intervento di cataratta, il paziente può lamentare nuovamente la perdita di nitidezza della visione. Questo fenomeno è dovuto all’opacamento del “contenitore” del cristallino artificiale (capsula posteriore). Si parla in questo caso di cataratta secondaria. L’incidenza del fenomeno è tanto maggiore quanto minore è l’età del paziente. Nei soggetti più giovani la vitalità dei tessuti genera più facilmente la proliferazione cellulare che determina l’opacizzazione della capsula posteriore.

Il problema si risolve in tutti i casi con la capsulotomia posteriore, una tecnica chirurgica ambulatoriale, rapida e indolore, praticata con lo YAG laser. Il recupero della nitidezza visiva avviene dopo poche ore dal trattamento.

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