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Vaccinazioni in farmacia. Fnomceo: No. Farmacisti: innovazione a vantaggio dei cittadini

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vaccinazione

Si discute della possibilità di effettuare le vaccinazioni obbligatorie dei bambini direttamente in farmacia e non solo esclusivamente presso le ASL di competenza.

Sul punto esiste un emendamento al DdL vaccini in discussione al Senato che prevede la possibilità, per i medici, di praticare le vaccinazioni obbligatorie all’ interno delle farmacie.

Contraria la FNOMCeO, l’Ordine dei Medici, che sottolinea come questo emendamento modificherebbe la normativa vigente (Art.102 del TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE, R.D. 27/07/1934, n. 1265) che impedisce, per ovvi motivi di incompatibilità di ruoli, di funzioni e per presupposti di conflitto di interessi, lo svolgimento di attività mediche presso le farmacie.

“Divieto che è stato sempre ribadito dalla successiva normativa, passando dalle Leggi sulla “Farmacia dei Servizi” sino ad arrivare al “DDL Lorenzin”, in questi giorni all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera, che nega espressamente la possibilità per il medico di esercitare la sua professione all’interno delle farmacie.
La FNOMCeO non può accettare che una Legge dello Stato che garantisce trasparenza, identificazione di ruoli e di competenze venga modificata da azioni che pregiudicherebbero la tracciabilità delle responsabilità, creando ulteriore disorientamento e sconcerto tra gli operatori della Salute. È stata da poco approvata una Legge sulla responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie che è in attesa dei Decreti attuativi: a chi giova proporre nuove attività presso Presidi del SSN che introdurrebbero ulteriori elementi di incertezza normativa? E infine: la Farmacia ha adeguata copertura assicurativa per la responsabilità di struttura?”.” si legge in un comunicato della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.

Di diverso avviso la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani che tiene a precisare che “non si tratta in alcun modo di un accaparramento di prerogative di altre professioni sanitarie, in quanto sarebbe comunque il medico a sovraintendere all’inoculazione. Situazione differente da quella britannica, per esempio, dove è il farmacista, in possesso di una certificazione, a praticare l’immunizzazione antinfluenzale, come previsto anche nella sperimentazione recentemente avviata in Francia. Non pare, per inciso, che in questi due paesi siano tenute in scarso conto le prerogative delle diverse professioni sanitarie. In Canada, nella provincia del Quebec, nelle farmacie sono gli infermieri a praticare non solo la vaccinazione antinfluenzale, ma anche quelle contro epatite A e B e altre destinate alla profilassi dei viaggiatori. Nelle situazioni citate il coinvolgimento delle farmacie è stato motivato innanzitutto dalla necessità di aumentare la copertura vaccinale a fronte di una situazione non ottimale. La possibilità prevista dall’emendamento D’Ambrosio Lettieri, Mandelli, Rizzotti, va nella stessa direzione: a fronte della reintroduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, dell’aumento del numero delle vaccinazioni stesse e della necessità di ottemperare alle previsioni di legge in tempi contenuti, la possibilità di disporre di un presidio sanitario dove il medico può effettuare solo e soltanto l’atto professionale cui si riferisce il decreto può certamente contribuire a snellire le procedure e, soprattutto, può offrire un punto di riferimento nelle località a minore intensità di strutture sanitarie. Non crediamo che questa disposizione possa compromettere la tracciabilità della pratica vaccinale: da decenni, ormai, i farmacisti di comunità assicurano la tracciabilità di milioni di prescrizioni ogni anno. E’ un dato di fatto che le modalità organizzative dell’assistenza sanitaria e le esigenze della collettività sono in costante evoluzione: tutti noi che vogliamo mantenere le professioni sanitarie al centro del Servizio sanitario e dell’opera di tutela della salute dobbiamo essere pronti a evolvere assieme al contesto in cui ci troviamo operare. Senza snaturamenti e senza invasioni di campo, salvaguardando ruoli e responsabilità ma aprendosi all’innovazione a vantaggio del cittadino.” concludono i Farmacisti.

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