Vi ricordate il satellite UARS che ha fatto attivare tutti i nostri servizi di emergenza per capire le possibili traiettorie dei frammenti che sarebbero caduti sulla Terra? Beh, ne sta per arrivare un altro, stavolta si tratta della sonda russa Phobos-Grunt, i cui rottami rischiano di precipitare sulla Terra tra il 15 e il 16 gennaio, tra pochi giorni insomma. Ad accorgersi dell'imminente arrivo della sonda russa è stato un astrofilo francese, Thierry Legault, che il primo gennaio scorso ha catturato le immagini di Phobos-Grunt osservando che attualmente sta orbitando intorno alla Terra. A metà novembre, la sonda è stata lanciata da Baikonur volta all'esplorazione del pianeta rosso, Marte, ma a causa di un'avaria non ha potuto portare a termine la sua missione.Le squadre hanno intensificato i tentativi di riprendere il controllo del veicolo, ma niente ha funzionato. L'agenzia spaziale russa ha definitivamente dichiarato di aver perso il controllo sulla sonda, che pesa circa 13,5 tonnellate, e infine hanno annunciato che dovrebbe precipitare sul nostro pianeta, almeno secondo gli ultimi calcoli, il prossimo 15 gennaio non fornendo alcuna indicazione su dove potranno cadere i frammenti in cui si dividerà all'impatto con l'atmosfera terrestre. Un'approssimativa indicazione parla di una vasta area compresa tra tra 50° di latitudine Nord e 50° di latitudine Sud, il che significa gran parte del globo, compresa l'Italia, visto che i confini settentrionali del nostro Paese sono a 40° di latitudine Nord. A preoccupare in particolare è anche l'enorme quantità di carburate che la sonda sta trasportando, si parla di circa sette tonnellate di carburante tossico oltre a piccole quantità di materiale radioattivo. I funzionari dell'agenzia spaziale russa Roscosmos hanno ammesso che circa 20-30 frammenti di Phobos-Grunt, per un peso complessivo di 200 kg, potrebbero colpire la Terra. Il monitoraggio di Phobos-Grunt permetterà alle agenzie spaziali di prevedere quando la sonda inizierà il rientro, ma potranno fare ben poco per aiutare a prevedere dove i detriti potrebbero colpire la Terra. La navicella spaziale viaggia in modo così veloce che completa la sua orbita della Terra ogni 90 minuti, quindi anche una piccola incertezza nella sua traiettoria può fare una differenza di centinaia di chilometri sulla superficie terrestre.

