Secondo un recente studio giapponese, chi soffre di malattie croniche e possiede un animale domestico, sia esso un cane o un gatto, ne trae benefici sulla salute del suo cuore rispetto a chi vive senza la compagnia di un animale. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione monitorando il cuore di circa 200 giapponesi scoprendo che chi aveva un animale domestico, peloso, squamoso o pennuto, ha avuto una maggiore variabilità della frequenza cardiaca rispetto a quelli che non godono della compagnia di un animale. Ciò significa che i loro cuori rispondono meglio alle mutevoli esigenze del corpo, come ad esempio battendo velocemente durante le situazioni stressanti. La riduzione della variabilità della frequenza cardiaca, d'altra parte, è stata collegata a un rischio maggiore di morire di malattie cardiache.Erika Friedmann, prof.ssa presso l'Università del Maryland School of Nursing, ha dichiarato che questo studio rappresenta un passo avanti da quello che è già noto circa la connessione tra l'avere un animale e la salute del cuore di una persona, anche se non è ancora del tutto chiaro come spiegare questo legame. Il coordinatore dello studio, Naoko Aiba, ha spiegato che "tra i pazienti con patologie alle coronarie, chi possiede un animale ha un tasso di sopravvivenza maggiore di un anno rispetto agli altri". Per questo nuovo studio, i ricercatori della Kitasato University di Kanagawa, in Giappone , hanno monitorato il cuore di 191 persone con diabete, pressione alta o colesterolo elevato nell'arco di 24 ore. Hanno anche chiesto loro informazioni circa le loro attività quotidiane e se possedevano o meno un animale domestico. E' risultato che quattro persone su dieci avevano un animale domestico ma a parte questo dato i gruppi erano simili. Ognuno di loro ha portato un cardiofrequenzimetro per 24 ore per determinare la variazione della loro frequenza cardiaca. Per i proprietari di animali domestici, circa il cinque per cento dei loro battiti cardiaci differivano di 50 millisecondi di lunghezza, per i non proprietari di animali da compagnia, quel numero era del 2,5 per cento, il che significa che la loro frequenza cardiaca era cambiata di meno. Significa, per i primi, che i loro cuori rispondevano meglio alle mutevoli esigenze del corpo, come ad esempio battere più velocemente durante le situazioni stressanti e la ridotta variabilità della frequenza cardiaca è stata associata ad un rischio maggiore di morire di malattie cardiache. Finora, nessuno sa che cosa ha causato la differenza. Potrebbe essere dovuto agli animali domestici in qualche modo, o potrebbe essere che ci sono differenze tra le persone che scelgono di avere un animale domestico e le persone che non lo fanno. L'ipotesi avanzata è che gli animali rappresentino una forma di sostegno sociale, favorendo la riduzione dello stress. I ricercatori giapponesi avvertono però che hanno solo analizzato un giorno nella vita della persona. E altri fattori devono essere considerati in ricerche future, come le differenze di potenziale tra diversi tipi di animali domestici. Lo studio è stato pubblicato sull'American Journal of Cardiology.

