Via il logo dai pacchetti di sigarette, attira troppo l'attenzione dei giovani. Sul banco degli imputati nella lotta al fumo oggi ci sono in prima fila, oltre alle multinazionali del tabacco, i pacchetti di sigaretta, molte volte troppo attraenti e con una grafica che non sfugge soprattutto all'occhio attento e vigile alle tendenze dei giovani. E proprio da questi ultimi e dalle tendenze giovanili che bisogna partire per contrastare la diffusione di questo brutto vizio. Una proposta che avanza nelle ultime settimane è quella di dedicare alla marca delle sigarette solo il 20% dello spazio disponibile sul pacchetto di sigaretta e dedicare il restante 80% a messaggi negativi che sottolineino ancora di più quanto il fumo danneggi il fumatore e chi gli sta accanto. Il logo? Via dal pacchetto di sigaretta, è uno degli elementi da cui più sono attratti i giovani, e gli esperti pensano che eliminandolo forse le sigarette saranno meno attraenti.Di questa proposta si è discusso durante la conferenza "Quale futuro per i pazienti BPCO, rapisci il tuo Respiro" organizzata dall'Associazione Italiana Pazienti BPCO e tenutasi nei primi giorni di novembre a Bologna. Numeri impressionanti quelli dei danni dal fumo, solo nel nostro paese le vittime del fumo sono oltre 70 mila, di cui 30 mila muoiono per cancro ai polmoni. Basterebbe già forse solo questo ad invogliarvi a smetter di fumare. Le uniche a guadagnarci da tutto questo sono le multinazionali del tabacco, fatevi un conto su quanto guadagnano grazie ai fumatori con questi dati: nel mondo ogni anno si consumano oltre 70 miliardi di sigarette e in Italia sono ben 12 milioni i fumatori. Il Prof. Giacomo Mangiaracina, presidente della Società Italiana Tabagismo Università La Sapienza, intervenendo al convegno, ha definito l'epidemia del tabacco come la peggiore calamità che l'umanità si sia tirata addosso dopo le grandi pestilenze del passato.

