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Balbuzie
Il discorso del Re: balbuzie e tecnologia ieri e oggi

Il discorso del Re: balbuzie e tecnologia ieri e oggi

La radio ai tempi del Re Giorgio VI e facebook ai nostri tempi, due contributi diversi alla comunicazione
Dal 1987 le persone trascorrono meno tempo a parlare faccia a faccia. E’ arrivato il computer e spesso, quando facciamo “due chiacchiere”, è la tastiera a vibrare mentre le corde vocali rimangono a riposo per ore. La fa da padrone facebook, che in pochi anni ha conquistato oltre 17 milioni di italiani. Tra loro ovviamente anche chi balbetta che spesso trova nella comunicazione “manuale” la via di fuga dalla difficoltà di comunicare oralmente.

Quando la balbuzie incontra la telecamera

Quando la balbuzie incontra la telecameraVasco Rossi ha scritto: “non sei nessuno se non appari mai in tv”. La balbuzie in tv c’è arrivata e finalmente tutti sembrano, solo così, essersi accorti dello scomodo disturbo.
Ad accendere i dibattiti dappertutto sono i “balbuzienti liberati dal talento”, si è proprio così che vogliamo chiamarli. La balbuzie spesso costringe a stare dietro le quinte, a non mettersi in prima linea. Ma, a volte succede che il talento spezza le catene e diventa prioritario mettere davanti le abilità opacizzando la difficoltà di parola che diventa magicamente irrilevante.

BALBUZIE: LA CONOSCI DAVVERO?

del prof. Enzo Galazzo
balbuzieBalbuzie: uno studio australiano indaga nei paesi arabi sulla conoscenza del disturbo
La balbuzie compare più comunemente da bambini manifestandosi generalmente per diversi mesi in circa l'8,5% di essi, ma tende a scomparire spontaneamente nel tempo tanto che approssimativamente circa l’ 1% degli adolescenti è ancora affetto da balbuzie, e questa cifra scende a circa il 0,8% in età adulta.

Balbuzie: la consapevolezza del disturbo

del Prof. Enzo Galazzo
La consapevolezza della balbuzie si matura già ad una precoce etàLa consapevolezza della balbuzie, secondo recenti studi scientifici, si matura già ad una precoce età.
Il Journal of Communication Disorders ha pubblicato pochi giorni fa uno studio svolto presso l’Università di Anversa, in Belgio (Boey, Van de Heyning et al.) sulla consapevolezza nei bambini che balbettano tra 2 e 7 anni. Lo studio ha coinvolto 1122 bambini, con età media di 4 anni 7 mesi. La consapevolezza è osservata per il 56,7% dei bambini molto piccoli (ad esempio, 2 anni) e aumenta progressivamente con l’età fino al 89,7% dei bambini di sette anni.

Perché quando si canta non si balbetta

quando si canta non si balbettaA cura del Prof. Enzo Galazzo
Che quando si canta non si balbetta è risaputo da sempre. E perché si dovrebbe balbettare? Parlare e cantare sono due cose differenti. Mentre nel parlato l’interlocutore deve immettere nella produzione del suono le regole da se ed è implicata la relazione diretta con l’interlocutore, nel canto le regole che presiedono ad una corretta fonazione e comunicazione ci sono già. Nel canto c’è il ritmo, la corretta articolazione delle vocali, l’uso di una respirazione coordinata con i suoni emessi.

Concezione del tempo in chi balbetta

Il tempo che passa non è per tutti uguali. Sembra che chi balbetta percepisca il tempo in maniera errata

Si balbetta di più in situazioni di pressione comunicativa. Chi balbetta ha infatti la sensazione che il tempo a disposizione sia sempre poco. E’ la sensazione che molti studenti balbuzienti sentono all’interrogazione o all’esame universitario, è come se il timore che sopraggiunga un blocco più forte del solito ti costringa a cercare sempre la fine della frase.

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