Allarme obesità anche in Italia nonostante le ripetute campagne per una vita più sana e la nostra dieta mediterranea famosa nel mondo e presa a modello per la soluzione dell'obesità anche oltre oceano. Secondo lo studio condotto dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa i dati attuali dimostrano che gli italiani adulti obesi sono circa 5 milioni più o meno ben il 10% della popolazione. A far paura però sono le previsioni per il 2025 dove il tasso sarà man mano cresciuto fino a raggiungere il 43% della popolazione, quasi la metà. Un dato che fa pensare non solo al rischio di contrarre malattie cardiovascolari degli adulti italiani con conseguente cattiva qualità e aspettativa di vita, che può ridursi anche di 20 anni, ma soprattutto all'insostenibile spesa sanitaria che tale emergenza comporterà con una probabile non sostenibilità. Attualmente l'obesità comporterebbe un costo sociale e per le casse dello Stato pari a 8.3 miliardi di euro.Secondo uno studio dello scorso anno condotto dal Centro di Chirurgia Bariatrica del Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castel Volturno, polo di riferimento del Centro-Sud per tutti i problemi dell’obesità e del sovrappeso, a detenere il triste primato in italia per l'obesità è la Campania dove una persona su tre tra i 35 e i 74 anni in grave sovrappeso. Secondo il dr. Ferrante che ha pubblicato da anni un interessante articolo su salus.it "l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fissato i nuovi criteri che permettono di classificare l’obesità in base al BMI (body mass index o Indice di Massa Corporea, ottenibile dal rapporto peso\altezza al quadrato-kg\m al quadrato): come limite superiore di normalità è stato fissato un valore di BMI di 24.9, mentre sono stete definite Obesità di I, II e III grado quei valori di BMI compresi rispettivamente tra 25 e 29.9, fra 30 e 39.9 e maggiori di 40. e aggiunge - "va sottolineato che il messaggio da trasmettere è di puntare ad un obiettivo realisticamente perseguibile: si deve mirare non al raggiungimento del cosiddetto peso ideale, numero astratto espressione di calcoli che hanno solo valore statistico ma di quello cosiddetto "ragionevole", intendendo, con tale termine, il peso mantenuto senza sforzo dopo i 21 anni e che permette buone condizioni di salute fisica, psichica e sociale. E’ stato ormai ampiamente dimostrato che è sufficiente una riduzione del 10-15% del peso iniziale per indurre significativi miglioramenti di ipertensione, diabete e patologie cardiovascolari."

