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Si intitola "Il Re" l'ultimo libro di Marco Ribellino

Si intitola "Il Re" il nuovo libro di Marco Ribellino. Romanzo avventuroso a sfondo epico, il libro si ispira alla figura mitologica del sovrano. "Nell'immaginario comune - spiega l'autore - il re è tenuto a fare qualcosa di buono per il suo popolo. Gli attori del romanzo vagano alla continua ricerca del loro sovrano, colui che dovrà rispondere alle loro richieste e al loro bisogno di felicità. I temi trattati sono la politica, la religione, la fede, l'amicizia, l'amore, il rapporto con la natura e con il genere umano".

E' morto lo storico Gabriele De Rosa

Gabriele de RosaE' deceduto a Roma all'età di 92 anni lo storico Gabriele De Rosa nato a Castellammare di Stabia nel giungo del 1917. Senatore prima e poi deputato nelle legislature decima e undicesima, prima con la dc e  poi col partito popolare italiano, Gabriele De Rosa è stato autore di numerosi saggi sulla storia sociale e religiosa.
Chi di noi non ha studiato alle scuole medie o alle scuole superiori su un libro di De Rosa?
Nel 58 vinse il concorso per la prima docenza di storia contemporanea in Italia che ha insegnato a Padova e all'Università di Salerno di cui è stato rettore. Ha insegnato anche a Roma.
Attualmente era sin dal 79 presidente dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma.

Vedova Emilio

Vedova EmilioTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Vedova Emilio tratta dal sito sellarte.it .
Vedova Emilio è nato a Venezia nel 1919 e vi è morto nel 2006.

"L’artista liberava il furore che aveva dentro di sé, con gesti repentini che diventavano forme astratte e che lasciavano anche perplessi se recitate con una punta di stramberia".

Il suo furore non ha conosciuto scuole o correnti. Vedova, a suo tempo, aveva rimesso in discussione il Futurismo, e la sua partecipazione a Corrente, a Oltre Guernica, al Fronte nuovo delle arti, al Gruppo degli Otto, all’ Action painting, all’ Art brut, sino all’ Informale coi quali aveva avuto sempre un rapporto di scambio, mai di subordine. In realtà, Vedova ha sempre agito come una forza della natura. L'artista veneziano  viveva i suoi dipinti. Una pennellata era un colpo di nervi, un gesto bilioso e selvaggio. E del selvaggio aveva anche l’aspetto, l’istinto vigile. Natura e carattere si fondevano, diventavano ritmo. Angoscia e lirismo, lucidità e pazzia. Di un finto pazzo, però, che in realtà era un genio.

Vasarely Victor

Vasarely VictorTra le biografie interessanti di artisti unghesi riporto quella di Vasarely Victor tratta dal sito sellarte.it .
Vasarely Victor è nato a Pécs, in Ungheria, nel 1906 ed è morto a Parigi nel 1997.

Nel vasto ambito dell’ Arte cinetica e dell’Op Art, l’ungherese naturalizzato francese Victor Vasarely occupa un ruolo dominante: studente alla Bauhaus di Budapest, fortemente segnato dallo spirito di quella scuola, sviluppa un linguaggio del più tipico astrattismo, scevro da ogni lirismo fantastico e saldamente collegato alla scienza, intesa come geometria pura, in composizioni nelle quali la terza dimensione è rappresentata dal movimento. Convinto della possibilità di un’arte ad accesso globale, in una società meccanizzata in cui la conoscenza allargata dell’opera è resa possibile dalla sua moltiplicazione,Vaserly sostituisce il concetto di unicità dell’opera, ormai superato ed obsoleto, con quello della dinamicità, in grado di rendere ogni quadro diverso dagli altri e costituire il tocco personale dell’artista.

Uncini Giuseppe

Uncini GiuseppeTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Uncini Giuseppe tratta dal sito sellarte.it .
Uncini Giuseppe è nato a Fabriano nel 1929.

La ricerca complessa ed originale di Uncini è da sempre volta agli equilibri della costruzione e all’attenzione per l’uso di materiali e metalli come il cemento armato e il ferro. Combinandoli, Uncini concretizza la sua idea di costruire oggetti, nel senso di comporre e scomporre, combinare e giustapporre, aprire e chiudere, concretizzare e materializzare lo spazio ed il segno; segno come presenza, spazio come misura. Il cemento, materia che chiaramente si identifica con l’idea della costruzione, si articola in superfici che spesso riportano l’impronta delle casseforme, mentre i ferri strutturano lo spazio e lo disegnano.

Nel 1953 si trasferisce a Roma su invito dello scultore Mannucci che lo accoglie nel suo studio dandogli la possibilità di frequentare Afro, Burri, Cagli, Capogrossi, Colla, De Kooning, Leoncillo, Marca Relli  e Turcato. Nel 1957 inizia il ciclo di opere chiamate “Terre”, tavole realizzate con oli e tempere, tufi, sabbia, cenere e terre dove si avverte una chiara attenzione materica e naturalistica. La svolta nell’evoluzione artistica di Uncini è del 1958 con la creazione del primo “Cementarmato”, un opera/oggetto costruita con il cemento.. Si susseguono diverse mostre che vedono insieme la cosiddetta “Giovane scuola romana”: Uncini, Festa, Lo Savio, Angeli e Schifano.

Turcato Giulio

Turcato GiulioTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Turcato Giulio tratta dal sito sellarte.it .
Turcato Giulio è nato a Mantova nel 1912 ed è morto a Roma nel 1995.

Ciò che ha permesso a Turcato di lasciare una traccia indelebile sulla strada dell'Arte moderna e contemporanea è stato il suo individualismo, il nomadismo interiore che lo ha portato a stabilirne un’unicità di linguaggio dove vige imperante la sua forma-colore.

Politicamente impegnato, appassionato di scienze (dalla biologia, all’entomologia, all’astronomia), viaggiatore, ricercatore, personaggio fortemente ironico ed in continua evoluzione, Giulio Turcato respira gli eventi del suo tempo per trasportarli all’immortalità sulla tela, con un linguaggio nuovo, dove saggiamente dosa mescolanza tra materiali inediti per la pittura (quasi ispirati ad una rievocazione dadaista) ed esplorazione nell'uso di nuovi soggetti.

Tra il 1925 ed il 1933 si stabilisce a Venezia ove frequenta il Ginnasio e la Scuola d'Arte e successivamente il Liceo Artistico e la Scuola libera del nudo.

Treccani Ernesto

Treccani ErnestoTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Treccani Ernesto tratta dal sito sellarte.it .
Treccani Ernesto è nato a Milano nel 1920.

Una delle dominanti della  pittura di Ernesto Treccani è la costante attenzione all’uomo, sostenuta dall’attiva partecipazione ai movimenti di protesta e di rinnovamento sociale. Con il passare degli anni, comunque, la sua ricerca lo spinge a rompere gli argini del realismo e ad approdare all’effusione di un poetico sentimento del reale.

Appena diciottenne dirige la rivista “Corrente”, che i mezzi del padre, il senatore Giovanni Treccani degli Alfieri, fondatore dell’Istituto Treccani per la pubblicazione dell’omonima enciclopedia, gli hanno permesso di aprire. Mentre ancora frequenta la facoltà di ingegneria, entra così in contatto con i movimenti di avanguardia artistica e di fronda al fascismo, che si raccolgono attorno alla redazione. Ernesto Treccani, già sensibile alla pittura neocubista di Picasso, inizia così una attiva ricerca di un linguaggio alternativo allo stile del Novecento italiano, con l’intento di recuperare il naturalismo di tradizione lombarda. La sua fase formativa è influenzata e guidata dagli amici pittori come Birolli, Guttuso, Migneco, Sassu, Cassinari con i quali, discute d’arte, dipinge ed espone.

Togo

TogoTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Togo tratta dal sito sellarte.it .
Togo è nato a Milano nel 1937.

Vive gli anni della sua giovinezza a Messina, città di origine della famiglia. Compie gli studi superiori all’Istituto Tecnico per Ragionieri di Messina, ma il suo vero interesse è la pittura. Del resto in famiglia vive quotidianamente a contatto con l’arte ed è pertanto continuamente stimolato in questa direzione. Studia privatamente diplomandosi all’Istituto d’Arte di Palermo. La fine degli anni Cinquanta lo vede partecipare a mostre e rassegne artistiche a Messina, dove tiene anche la sua prima personale. Nel 1962 si trasferisce a Milano, attratto dalla vita culturale e artistica della metropoli, ed apre uno studio nel quartiere di Brera

Tamburi Orfeo

Tamburi OrfeoTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Tamburi Orfeo tratta dal sito sellarte.it .
Tamburi Orfeo è nato a Jesi nel 1910 ed è morto a Parigi nel 1994.

Orfeo Tamburi è uno degli artisti italiani più dotati e significativi all’interno del panorama artistico italiano ed europeo. La  sua pittura agli inizi richiama toni e modi postimpressionisti, e si modifica dagli anni Quaranta verso soluzioni più realistiche e personali, immediate negli schemi di composizione con forme e colori più semplici e sintetici. In Italia si dedica al paesaggio, alla figura e talvolta ai fiori, raro ricordo dei suoi marchigiani inizi artigianali.

Si trasferisce a Roma in giovane età , frequentando l’Accademia di Belle Arti e iniziando a collaborare alle più importanti riviste letterarie e artistiche.  Qui dal 1928 è in contatto con Scipione e Mafai, elaborando un tipico paesaggismo urbano che risente anche della lezione di Corot e,dopo il 1940, di Cézanne. Espone nel 1932 alla III Sindacale Laziale e, l’anno successivo,  alla I Mostra Nazionale del Sindacato degli artisti; nel 1934, presentato da Alfredo Mezio, espone al Bragaglia Fuori Commercio e nel 1935 alla II Quadriennale di Roma. Successivamente esegue nel Palazzo dell’Anagrafe un affresco dal titolo “Carnevale romano”. Nel 1939 è presente alla III Quadriennale e alla seconda mostra milanese di “Corrente”, dove espone con il gruppo romano .

Tadini Emilio

Tadini EmilioTra le biografie interessanti di artisti italiani riporto quella di Tadini Emilio tratta dal sito sellarte.it .
Tadini Emilio è nato a Milano nel 1927 e vi è morto nel 2002.

Emilio Tadini rinomato pittore, è stato uomo di cultura a tutto tondo: passando con intuizioni felici dalla scrittura alla critica d’arte, dalla poesia alla drammaturgia,  è riuscito a compiere una sorta di osmosi culturale tra diversi ambiti disciplinari. Come pittore inizia negli anni Cinquanta, stagliandosi sul panorama artistico in modo del tutto autonomo e, più tardi, aderisce prima al “Realismo” e poi all’ “Informale”. Ma già in quegli anni la sua attività di scrittore era iniziata sotto l’egida di Elio Vittorini, sulla cui rivista, “Il Politecnico”, Tadini pubblica il suo primo poemetto: “La passione secondo Matteo”, cui fa seguito un’intensa attività critica e teorica sull’arte. Il suo lavoro di scrittore è comunque sempre andato  parallelamente alla produzione pittorica.
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