
(IAMM) Sul nucleare non si torna indietro. Non ha dubbi il ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani che, al termine dell'incontro con i ministri dell'Energia Ue convocato a Bruxelles dal commissario Guenther Oettinger, interviene così a commento della drammatica situazione della centrale di Fukushima in Giappone: "è inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato". Per la sicurezza degli impianti, tuttavia, Romani sostiene che sia necessario un "coordinamento europeo" capace di coinvolgere anche i paesi limitrofi. La convinzione parte dal presupposto che "il problema nucleare è un problema europeo che però non può limitarsi ai confini europei".
Il ministro sembra sicuro che anche in Europa non ci saranno grandi cambiamenti: "tutti i paesi eccetto Austria e Italia hanno le centrali nucleari: quelle di nuova generazione non verranno sicuramente spente". Un ripensamento potrebbe esserci invece per gli impianti "di vecchissima generazione" come quello di Fukushima.