Mario Monti annuncia che entro fine marzo arriverà la riforma del lavoro (ma quale lavoro direte voi?). Mentre i precari di tutta italia si toccano nelle parti generatrici tra l'altro anche di tanta scaramantica buona sorte, il premier Monti in un'intervista al Wall Street Journal alla vigilia dell'incontro con Obama ha spiegato che "la direzione delle modifiche è ridurre la segmentazione del mercato italiano tra quelli che sono protetti,a volte iperprotetti, e quelli, in particolare i giovani, che non possono effettivamente entrare nel mercato del lavoro". Inoltre Super Mario indica maggiore flessibilità guardando a modelli come la Danimarca.In attesa di nuove lacrime della Ministra Fornero che ci daranno qualche chiarimento in più sul tenore della riforma, per ora non resta che aspettare, digerendoci nel frattempo la considerazione del premier sulla noia del posto fisso e dei giovani italiani che dovrebbero volare all'estero per fare qualcosa di buono. Intanto è da segnalare che proprio sul lavoro si è espresso oggi anche il Cardinale Bagnasco che apre i cuori dei giovani alla speranza affermando che "Ci vuole spirito d'adattamento, sempre e comunque, ma questo non vuol dire non sperare di trovare un'occupazione in linea con le proprie capacità e professionalità". Quanto alle occasioni di lavoro all' estero l'arcivescovo di Genova ha detto: "Si prendano, siamo cittadini del mondo". Intanto i giovani lavoratori sono già bene adattati al precariato e al pensiero che la pensione non la vedranno. Cos'altro di"equo" dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro?

