(IAMM) "Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi (riferendosi all'avvocato Giorgio Ambrosoli) se l'andava cercando", questa dichiarazione di Giulio Andreotti ha scatenato non poche polemiche. Una vera e propria bufera mediatica quella che si sarebbe abbattuta sul senatore a vita. Immancabile e dura la reazione che si legge sul blog di Belle Grillo (clicca qui):"Andreotti non migliora con l'età anzi si guasta sempre più. Una mela marcia che continua a marcire. Un prescritto per rapporti mafiosi e salvato da Kossiga che lo nominò senatore a vita e dal Vaticano di cui ha certamente seguito gli interessi economici oltre a quelli spirituali dal tempo dello IOR e di Marcinkus. Il sodale di Salvo Lima, ammazzato per non aver rispettato i patti, l'estimatore di Sindona, il salvatore della lira, il cultore di Carnevale, il giudice ammazza sentenze, è ancora in vita nonostante sembri mummificato. E parla ancora, e afferma che uno dei pochi eroi italiani, Giorgio Ambrosoli, quella morte "Se l'andava cercando". Andreotti, allora presidente del Consiglio, non mosse un dito per salvarlo e nessuna autorità pubblica andò al suo funerale. Ad Andreotti va tolta subito la carica di senatore a vita, per indegnità".Ma chi era Giorgio Ambrosoli e perchè è stato ucciso? Giorgio Ambrosoli era un esperto in liquidazioni coatte amministrative. Gli viene affidato il compito di indagare sulle attività del banchiere siciliano Michele Sindona. Nel corso delle analisi fatte dall'avvocato saltano fuori gravi irregolarità di cui la banca si era macchiata e le numerose falsità nelle scritturazioni contabili. Iniziano nei suoi confronti le pressioni ed i tentativi di corruzione, ma non si lascia intimorire. Un incarico che Ambrosoli ha pagato con propria vita, ucciso l'11 luglio 1979 a Milano, da un sicario ingaggiato dallo stesso Michele Sindona, condannato all'ergastolo insieme a Roberto Venetucci per l'uccisione dell'avvocato.
Questa sera in seconda serata su Raidue va in onda La storia siamo noi, programma di Rai Educational condotto da Gianni Minoli, nella quale verrà raccontata proprio la storia di Giorgio Ambrosoli.
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