
(IAMM) Nonostante esponenti del Pdl avrebbero chiesto le dimissioni di Denis Verdini dall'incarico di capogruppo del partito, lui stesso avrebbe fatto sapere che non avrebbe nessuna intenzione di dimettersi. Verdini è indagato nell'ambito dell'inchiesta su presunti appalti illeciti per l'energia eolica in Sardegna, l'ormai famosa P3. Nei giorni scorsi Verdini è stato ascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli, un interrogatorio lungo nove ore durante il quale avrebbe ribadito la sua estraneità e non appartenenza alla presunta associazione segreta. Verdini avrebbe raccontato ai giornalisti che "sono accusato di partecipazione ad una società segreta, ma io di questa P3 non ho mai saputo nulla. Non sono mai stato invitato a parteciparvi, non ne conosco le finalità, nessuno mi ha mai chiamato per comunicarmi i risultati delle eventuali operazioni". In merito invece alle dichiarazioni rese da Italo Bocchino "non è più nelle condizioni, anche psicologiche, di fare il coordinatore", Verdini avrebbe prontamente risposto che "è lui che non è nelle condizioni politiche di dire queste cose".
Oggetto dell'inchiesta - si indagherebbe su due versanti, da un lato vi sarebbe la pista dei soldi, con le presunte tangenti versate dall’autista e dalla compagna di Carboni, indagato per associazione per delinquere e riciclaggio, a Verdini. Dall’altro vi sarebbero i contatti del comitato d’affari con la magistratura.
Il sospetto è che l’organizzazione, oltre a controllare grossi appalti, tentasse di condizionare sentenze civili e penali, e addirittura anche le nomine del Csm. Il suolo di Lombardi? Sarebbe stato il mediatore delle operazioni applicato come magistrato in alcune commissioni tributarie e finito al centro delle intercettazioni per i suoi contatti con le toghe.