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Home » Italia » Suicidio Vanacore, ritrovato un nuovo biglietto. Intanto nel processo pesa la sua assenza.
Suicidio Vanacore, ritrovato un nuovo biglietto. Intanto nel processo pesa la sua assenza.
pubblicato il: 10/03/2010 23:18
Suicidio Vanacore, il delitto irrisolto di Via Poma fa un'altra vittima 10 Marzo: L'autopsia
L'autopsia disposta dal magistrato che segue l'inchiesta, il pm della Procura di Taranto Maurizio Carbone, ha rivelato che la causa della morte di Pietrino Vanacore è stato l'annegamento. Si attende ancora l'esame tossicologico per sapere se avesse ingerito qualche sostanza prima di buttarsi in acqua. In particolare l'attenzione degli inquirenti si concentra sul recipiente contenente una soluzione di acqua e anticrittogamico rinvenuto nel suo garage. Il Tribunale di Taranto ha deciso di aprire un fascicolo, contro ignoti, per il reato di istigazione al suicidio.
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9 Marzo: Il recupero del corpo
I vigili del fuoco hanno completato il recupero del corpo di Pietrino Vanacore, l'ex portiere dello stabile in via Poma in Roma dove fu uccisa Simonetta cesaroni il 7 agosto del 1990. Il corpo è stato rinvenuto con una fune intorno alle caviglie.
9 Marzo: Il ritrovamento
Pietro Vanacore, portiere dello stabile di Via Poma all'epoca del delitto di Simonetta Cesaroni, ha messo fine alla sua vita lasciando questo messaggio: "20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio". Il biglietto contenente le motivazioni del suo tragico gesto sembra sia stato ritrovato nella sua auto. Vanacore, nella notte, si è buttato nelle acque di Maruggio, a Torre Ovo, in provincia di Taranto, dove si era trasferito da anni. Il suo corpo è stato ritrovato a pochi metri dalla riva del mare con il volto riverso in acqua e una pietra al collo. A diffondere la notizia oggi il tg5 nell'edizione delle 13. Vanacore fu indagato, arrestato con l'accusa di omicidio e poi prosciolto in via definitiva in Cassazione per il delitto di Simonetta Cesaroni avvenuto il 7 agosto del 1990 a Roma.
Fra pochi giorni, il prossimo 12 marzo, avrebbe dovuto testimoniare al processo contro Raniero Busco, ex fidanzato della Cesaroni, che è stato rinviato a giudizio nel novembre scorso dopo quasi cinque anni di nuove indagini su un delitto che si spera trovi soluzione e soprattutto il colpevole anche grazie all'applicazione delle nuove tecniche investigative che oggi gli inquirenti hanno a loro disposizione.
Sono trascorsi più di venti anni dall'omicidio di Simonetta Cesaroni, trovata morta nell'ufficio in cui lavorava a Roma, proprio da Pietro Vanacore che oggi ha messo fine alla sua vita dopo anni di sofferenza che evidentemente continuava a portarsi addosso. E il dover affrontare e rivivere quegli anni con una nuova testimonianza davanti ai giudici sembrano essere attinenti con la sua tragica decisione.
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