
"Vicentini magna gati": così si dice in un vecchio proverbio che negli ultimi giorni è stato tanto citato. Tutti sotto accusa allora, i vicentini che si portano addosso, tra le eredità del passato, questo bel soprannome? Dopo la bufera che si è abbattuta sul conduttore toscano Beppe Bigazzi, fiumi di parole si versano intorno all'increscioso episodio.
Ricordiamo che Bigazzi, secondo quanto annunciato dalla conduttrice Elisa Isoardi, è stato sospeso dal programma televisivo di Raiuno la "Prova del Cuoco".
Tutti sapranno ormai cosa è successo.
Nella puntata di mercoledì 10 febbraio il noto gastronomo ha ricordato, riprendendola dalla tradizione culinaria veneta, una ricetta a base di gatto, lasciandosi anche andare a degli apprezzamenti sulla carne del felino. L'episodio, in diretta, ha immediatamente scatenato le polemiche degli animalisti.
"È gravissimo che a Raiuno si diano ricette di cucina sui gatti, presenteremo un esposto contro Beppe Bigazzi": queste la parole di Cristina Morelli, responsabile diritti animali dei Verdi, che ha fatto riferimento anche alla legge 281 del 1991 (articolo 1 comma 1) che tutela gli animali d'affezione, tra cui i gatti, da maltrattamenti, atti di crudeltà e abbandono.
Il "caso Bigazzi" è stato commentato anche da Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, che ritiene grave un episodio simile in una televisione pubblica e ha manifestato l'intenzione di rivolgersi all'Autorità Garante e al Direttore generale dell'Azienda; ha parlato inoltre, in riferimento ai responsabili, di delitto di istigazione a delinquere, dal momento che sarebbe stata esaltata la bontà della carne di gatto e promosso il suo consumo.
Il presidente dell'Enpa Carla Rocchi ha reso noto che l'Ente ha sollecitato, tramite l'avvocato del foro di Roma Mariano Buratti, un'azione legale contro Giuseppe Bigazzi e la trasmissione.
Il provvedimento di sospensione da parte della Rai è arrivato con estrema rapidità ed inflessibilità, ma intanto a difendere Bigazzi ci sono Fausto Maculan, presidente del consorzio Strada del vino Torcolato e vino Doc di Breganze, e la Clerici. Il primo sostiene che, in fondo, cibarsi della carne di alcuni animali e non di altri sia solo un fatto culturale e, in questo caso, sentimentale, visto che in Cina la carne di gatto viene consumata senza problemi. Antonella, invece, sostiene che lasciarsi andare a battute esagerate e ad affermazioni senza senso fa parte del carattere di Bigazzi.
In effetti le parole di Bigazzi aprono la strada ad un dibattito più generale, quello delle questioni culturali relative al settore dell'alimentazione e, secondo alcuni, la televisione è teatro di episodi altrettanto gravi i cui protagonisti meriterebbero a maggior diritto la punizione subita dal povero gastronomo. Credete anche voi?