Un incendio doloso ha distrutto parte dei locali del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, questa notte. Il giornale stava per lanciare un'edizione speciale ribattezzata per l'occasione Charia hebdo e presentava diverse vignette satiriche di Maometto con un editoriale attribuito proprio al profeta. Un modo per il giornale satirico di festeggiare a modo suo la vittoria del partito islamista Ennhada, in Tunisia. Il ministro dell'Interno Claude Guéant, che si è recato sul posto in tarda mattinata, ha denunciato il fatto definendolo come un atto di terrorismo. A causare l'incendio è stata una bottiglia molotov, secondo quanto avrebbe riferito l'editore del settimanale. L'incendio, che ha avuto inizio circa all'una della notte, è stato rapidamente spento, ma il materiale ha subito danni significativi.La molotov sarebbe stata lanciata davanti alla sede e avrebbe dato fuoco a tutto il sistema informatico. Si sospetta che l'attacco sia stato ad opera di fondamentalisti islamici. "La gente ha reagito violentemente a un giornale di cui si ignora totalmente il contenuto, che è la cosa più assurda e più stupida che possa succedere. Se i musulmani, o chiunque, crede di trovare qualcosa di sbagliato nel contenuto di settimanale, si sbaglia. Non era un giornale contro i musulmani ed è incredibile che hanno bruciato il nostro lavoro", dice Patrick Pelloux, giornalista del settimanale, "hanno bruciato tutto ciò che facciamo. L'editoriale pubblicato oggi non era un giornale contro i musulmani, contro nessuno, ma era un modo per dire che siamo in grado di ridere di qualsiasi cosa. Questa è la migliore prova della libertà e della democrazia". Per quanto riguarda l'attacco hacker al sito del settimanale, il cronista dice: "Tutto è stato hackerato, è stato attaccato da ogni parte. Questi sono i cyber. come si dice, ma ci difenderemo e li combatteremo".

