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Grecia, parlamento vota il piano di austerity tra gli scontri e le proteste popolari.

inserito da: Redazionepubblicato il: 13/02/2012 12:16
Grecia, parlamento vota il piano di austerity tra gli scontri e le proteste popolari.Atene, Grecia 13 febbraio 2012 - Nonostante la forte opposizione del popolo che non ce la fa più e ha fatto sentire forte la sua indignazione, il parlamento greco ha votato ieri con 199 voti a favore e 74 contrari il nuovo piano di austerity in linea con le indicazioni europee nell'ambito dell'ennesimo e forse anch'esso inutile piano di salvataggio della Grecia che significa abbassare fortemente il debito per restare in zona euro e al contempo chiedere nuovi sacrifici. Ma il popolo ellenico non ci sta e scontri violenti si sono registrati ieri davanti alla sede del Parlamento con il bilancio ufficiale di 25 manifestanti e 40 agenti feriti.
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Una giornata tra slogan, lacrimogeni, qualche molotov e un po' di granate ed edifici dati alle fiamme tra cui una banca. 30 persone sarebbero state arrestate dalla polizia ma la gente grida la sua protesta nella certezza che la sofferenza finanziaria alla quale sono continuamente chiamati non abbia mai fine. I nuovi sacrifici chiesti al popolo greco e racchiusi nel pacchetto "Salva Grecia" votato ieri includono ulteriori tagli alla spesa pubblica, abbassamento di stipendi, salari e pensioni. In cambio lo Stato greco potrà apporre la firma del proprio ministro delle finanze sul nuovo accordo di salvataggio da 130 miliardi miliardi di euro fondamentali per soddisfare 14,5 miliardi di rimborso del debito previsto per il mese prossimo. I cittadini sono stanchi di pagare e ieri si è visto da Atene che la protesta può prendere pieghe pericolose per il potere costituto. I media riferiscono che la violenza è colpa dei black-block dimenticando che la stragrande maggioranza delle persone presenti davanti al parlamento erano normali cittadini con un grado di esasperazione da non trascurare per il futuro. Al centro di tutto c'è il primo ministro Lucas Papademos, protagonista di questa era politica Greca, responsabile politico delle scelte di austerity. Papademos ha invitato ieri tutti alla calma dichiarando: "Questo vandalismo, questa violenza, non hanno posto in una democrazia e non saranno tollerate" e ha aggiunto "In questo momento critico, non possiamo permetterci il lusso di avere questi conflitti", ha detto facendo chiaramente vedere come alternativa al nuovo piano il "fallimento catastrofico". Ma tutto ciò basterà alla Grecia? Dopo il voto di ieri potranno dirsi soddisfatti la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale? Sembra proprio di no visto che Jean-Claude Juncker, numero uno dell'Eurogruppo dei ministri delle finanze, ha chiaramente detto che "Atene deve anche trovare ulteriori 325 milioni di euro da tagli di spesa per il 2012. Attualmente è necessario ridurre il debito dal 160% del pil al 120% altrimenti è default, che significa fallimento, vale a dire che chi ha le obbligazioni dello Stato greco in pancia non sarà ripagato. Ricordate l'Argentina? Ma qualcuno dirà, l'Argentina esiste ancora e oggi è florida ed ha un tasso di crescita di tutto rispetto. L'Argentina però non è in Europa.



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