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Banche maceratesi e banche centrali

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È ormai noto il tema delle banche in crisi. In Italia, negli ultimi anni si possono vedere banche più o meno grandi con effetti più o meno conosciuti Si potrebbe parlare di Monte dei Paschi di Siena, della Popolare di Vicenza o di Banca Etruria e Banca Marche. In ogni caso gli effetti per tutti coloro che hanno avuto fiducia in queste banche sembrano essere simili.

Questo complesso e articolato sistema di banche dovrebbe essere sorvegliato dalla Banca d’Italia che però, negli anni, non è stata in grado di adempiere al proprio dovere. L’effetto di questa poca lungimiranza si è visto con l’introduzione di più stringenti regolamenti da parte della Banca Centrale Europea. Nonostante questi regolamenti abbiano l’effetto di rafforzare le banche, hanno portato allo scoperto situazioni pericolose e talvolta interessi economici che nulla avevano a che fare con il benessere della banca o dei suoi soci.

La situazione macroeconomica

Fino a questo momento le banche hanno goduto di una certa stabilità grazie a delle politiche della BCE molto stabili e accondiscendenti, come il Quantitative Easing (QE). Tuttavia, questo potrebbe cambiare, come si nota in questa intervista su Trade.com. I tassi d’interesse mantenuti molto bassi e talvolta negativi fra la BCE e le banche locali sono rimasti arroccati su valori piuttosto bassi negli ultimi anni. Anche la volatilità degli stessi non è stata troppo variabile.

Come si può vedere nella seguente figura, questi tassi sono mantenuti allo 0.00% dalla BCE, ma possono essere addirittura negativi come nel caso della Bank of Japan e altre.

Source: Trade.com
Source: Trade.com

Tuttavia, come si può ascoltare nell’intervista su Trade.com il fatto che i tassi d’interesse possano essere esposti ad una certa volatilità non dovrebbe essere visto in maniera esclusivamente negativa. Inoltre, le banche centrali si stanno approcciando ad una riduzione del QE che avrà un inevitabile effetto anche sulle banche locali. Come riportato da Trade.com, la riduzione del QE sarà più forte nel 2018.

Il Sole 24 Ore riporta un’interessante articolo al riguardo e asserisce che per il momento, vi sono ragionevoli basi per credere che il 2017 e parte del 2018 non riserveranno sorprese da questo punto di vista. Di questa opinione sono anche Capital Economics e Pictet Wm oltre a Draghi.

È chiaro che la riduzione del QE avrà un effetto sulle banche locali con un probabile aumento del costo del credito. Questo, infine, si rispecchierà sull’economia locale con effetti non sempre positivi.

Possibili sviluppi

A questo punto è chiaro che la tendenza a livello globale è quella di ridurre il QE. Il periodo è un po’ meno chiaro, ma si pensa che al più tardi nel 2018 anche la BCE ridurrà il QE con effetti sui tassi d’interesse che renderanno i prestiti alle famiglie e alle imprese più costosi rispetto al momento attuale.

Tenendo in considerazione questo scenario, sarebbe opportuno sfruttare gli attuali tassi d’interesse per ottenere prestiti o mutui anche consistenti. Difficilmente si avrà uno scenario economico simile nei prossimi anni, pertanto, qualora ve ne sia la reale necessità e la possibilità si dovrebbe ottenere un mutuo ora.

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