
Se ne parla tanto e si moltiplicano gli studi sull'obesità, una patologia sempre più diffusa anche nel nostro Paese e, dato allarmante, in crescita tra i giovanissimi.
E' noto che tra le principali cause alla base dei chili di troppo vi sono cattive abitudini alimentari, scarsa attività fisica e stile di vita poco sano.
La soluzione ideale sarebbe aiutare il corpo a bruciare più calorie ed evitare quindi l'accumulo di adipe.
E' proprio su questo che si è concentrato lo studio dei ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine and Neuroscience della Yeshiva University di New York. Coordinati dalla dottoressa Claire Bastie, gli esperti hanno individuato l'enzima Fyn-chinasi responsabile del controllo sulla proteina Ampk, una sorta di "interruttore naturale controlla-energia". In pratica l'enzima interviene indirettamente sulla proteina e ne limita l'attività, impedendo all'organismo di bruciare energia.
La ricerca, pubblicata da Cell Metabolism, è stata condotta su topi da laboratorio ai quali è stata somministrata una sostanza (farmaco sperimentale Su6656) capace di bloccare l'attività dell'enzima Fyn-chinasi. In questo modo i roditori hanno bruciato più calorie e acidi grassi.
Il punto focale quindi, secondo le parole della dottoressa Bastie, sta nello squilibrio tra le calorie ingerite con gli alimenti e l'energia bruciata e aiutare il corpo a consumare più energia potrebbe essere un buon sistema per eliminare il problema dell'obesità.
Tra l'altro, l'uso del farmaco sui topi, ha avuto riflessi positivi anche sul sistema metabolico e sulla funzionalità dell'insulina. Tuttavia il medicinale non è ancora idoneo per la somministrazione agli esseri umani a causa di effetti negativi sul cervello, ma rappresenta un buon punto di partenza per la creazione di un nuovo prodotto anti-obesità.
Nel frattempo la raccomandazione è sempre quella di adottare uno stile di vita che ci aiuti a prevenire i problemi legati all'accumulo di grassi.